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Da Bruxelles

Gli europei hanno i mezzi per fermare Trump in Groenlandia. Non basta una dichiarazione

David Carretta

Il presidente americano minaccia esplicitamente di annettere Nuuk agli Stati Uniti. Ma gli stati membri potrebbero schierare nel paese un contingente europeo per rendere più difficile per gli Usa intervenire militarmente. Oppure colpire le loro imprese

Bruxelles. “La Groenlandia appartiene al suo popolo. Tocca alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere su questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia”. La premier danese, Mette Frederiksen, e i leader dei principali paesi europei ieri hanno deciso di rispondere con una dichiarazione congiunta alla più grave sfida alla sovranità dell’Europa posta finora da Donald Trump. Il presidente americano e la sua Amministrazione minacciano esplicitamente di annettersi la Groenlandia, territorio indipendente sotto sovranità della Danimarca. Lunedì notte, intervistato dalla Cnn, il vicecapo di gabinetto di Trump, Stephen Miller, ha messo in dubbio la sovranità e l’integrità territoriale danesi, rifiutandosi di escludere un intervento militare sull’onda di quello che ha portato alla rimozione di Nicolás Maduro in Venezuela. “La vera questione è quale diritto ha la Danimarca di affermare il controllo sulla Groenlandia? Qual è la base della loro rivendicazione territoriale? Qual è la loro base per avere la Groenlandia come una colonia della Danimarca?”, ha detto Miller. Secondo l’influente consigliere di Trump, “nessuno si scontrerà militarmente con gli Stati Uniti sul futuro della Groenlandia”.

 

La posta in gioco non potrebbe essere più alta per la Danimarca e per l’Europa. Prima ancora che Miller ribadisse la volontà di Trump di annettersi la Groenlandia, era stata Frederiksen a esprimerla pubblicamente lunedì sera. “Voglio dire chiaramente che se gli Stati Uniti sceglieranno di attaccare un altro paese della Nato militarmente, allora tutto finirà, inclusa la nostra Nato e dunque la sicurezza che ha fornito dalla fine della Seconda guerra mondiale”, ha detto la premier danese alla televisione TV2. Con la loro dichiarazione congiunta, Frederiksen e gli altri leader europei cercano di mostrare fermezza, ma senza spingersi fino a fissare una linea rossa a Trump o minacciare conseguenze. Il loro messaggio: cooperiamo dentro la Nato per la sicurezza dell’Artico. A Parigi, il vertice della coalizione dei volenterosi per l’Ucraina si è trasformato in una riunione di crisi anche sulla Groenlandia.

 

Le mire di Trump sulla Groenlandia, enorme territorio strategico ricco di materie prime, abitato da appena 56 mila persone, non sono una novità. Già nel suo primo mandato, Trump aveva proposto di comprarsela dalla Danimarca in quello che aveva definito un “affare”. Sin dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente americano ha espresso la volontà di prendersi la Groenlandia. Nonostante l’allarme dei danesi (e dei groenlandesi), la risposta europea è stata debole. A ogni dichiarazione di Trump è stata espressa la solidarietà verso la Danimarca. Ma la proposta della Francia di inviare un contingente militare europeo è stata scartata. La Commissione di Ursula von der Leyen ha promesso alcuni investimenti aggiuntivi, ma senza sviluppare una nuova strategia per la Groenlandia. La speranza era che l’accordo sfavorevole sui dazi, concluso a luglio da von der Leyen, potesse risolvere anche i problemi legati alla sicurezza dell’Europa. La tattica è stata di non parlare di Groenlandia, come se bastasse a far dimenticare a Trump la sua ossessione. Per alcuni mesi ha funzionato. Poi, con il nuovo anno e l’operazione in Venezuela per rimuovere Maduro, le speranze europee su Trump si sono rivelate illusorie.

 

La sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità delle frontiere “sono princìpi universali e non smetteremo di difenderli”, hanno detto ieri Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Giorgia Meloni, Donald Tusk, Pedro Sánchez e Keir Starmer, insieme a Frederiksen. Il premier della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha ringraziato gli europei e chiesto a Trump “un dialogo rispettoso”. Ma nella loro dichiarazione i leader europei hanno sostanzialmente ribadito la loro volontà di cooperare con Trump: la Danimarca (compresa la Groenlandia) fa parte della Nato, la sicurezza dell’Artico è una priorità collettiva all’interno dell’Alleanza atlantica, gli europei stanno rafforzando il loro impegno e gli Stati Uniti rimangono “un partner essenziale”. Il portavoce del premier britannico ha spiegato che, agli occhi di Starmer, Trump non costituisce “una minaccia per l’Europa”. I leader dell’Unione europea – von der Leyen, ma anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, e l’Alto rappresentante, Kaja Kallas – non hanno sottoscritto la dichiarazione sulla Groenlandia e non hanno espresso critiche nei confronti di Trump.

 

Eppure l’Ue e i suoi stati membri hanno strumenti per scoraggiare l’annessione. Secondo alcuni analisti, una presenza di un contingente europeo renderebbe più difficile per gli Stati Uniti intervenire militarmente, perché i soldati americani dovrebbero sparare su quelli europei. L’europarlamentare francese, Nathalie Loiseau, ritiene che, oltre alla dichiarazione comune, servono “avvertimenti molto chiari: se gli Stati Uniti dovessero proseguire il loro progetto di accaparramento della Groenlandia in un modo o in un altro, le loro imprese potrebbero essere bandite dal mercato europeo”.