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La nuova squadra di Zelensky pronta a negoziare o a difendere il paese

Kristina Berdynskykh

Dopo Budanov, il presidente ucraino completa le nomine nel suo entourage. A Parigi i volenterosi discutono la versione definitiva delle garanzie di sicurezza che la Coalizione è pronta a offrire a Kyiv

Kyiv. La mattina del 3 gennaio, i consiglieri per la sicurezza nazionale di 15 paesi e rappresentanti della Commissione europea, della Nato e del Consiglio europeo si sono incontrati a Kyiv. L’Italia era rappresentata da Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della presidente del Consiglio dei ministri. Questa visita internazionale è in preparazione dell’incontro dei leader europei previsto per oggi a Parigi, dove verrà discussa la versione definitiva delle garanzie di sicurezza che la Coalizione dei volenterosi è pronta a offrire all’Ucraina. Ma l’attenzione nella capitale ucraina in questi giorni non è tanto concentrata sui colloqui di pace, bensì sui cambiamenti di personale all’interno della squadra del presidente Volodymyr Zelensky. L’ex capo dell’intelligence Kyrylo Budanov, all’incontro con i consiglieri stranieri di sabato, era già nel suo nuovo ruolo di capo dell’Ufficio presidenziale. A quanto risulta al Foglio, quel giorno non si era ancora trasferito nel suo nuovo ufficio in via Bankova. Si è presentato all’incontro con il suo solito abbigliamento: una felpa nera con la scritta “Direzione principale dell’intelligence”. Ieri, Zelensky ha nominato Serhiy Kyslytsya, diplomatico esperto che fa parte della squadra negoziale, primo vice di Budanov. In precedenza era viceministro degli Esteri, ora si occuperà del lavoro diplomatico nell’Ufficio presidenziale. “Sto rafforzando la squadra negoziale, ecco cosa sto facendo”, ha spiegato il presidente ucraino.

 

Ora l’intero gruppo di negoziazione, incluso il Segretario del Consiglio per la Sicurezza nazionale Rustem Umerov, lavorerà nello stesso edificio di Zelensky. Tra l’altro, fonti del Foglio affermano che Budanov, durante il suo periodo nell’intelligence, abbia sviluppato un buon rapporto di lavoro con gli americani, il che potrebbe agevolare il processo negoziale. “La priorità numero uno dell’Ucraina è porre fine alla guerra, ma deve anche essere preparata alle mosse negative della Russia”, ha affermato Zelensky, accennando pubblicamente al possibile fallimento dei colloqui di pace per colpa di Mosca. “Non voglio aspettare altri sei mesi e chiedermi se funzionerà o meno”, spiega il presidente. Per rafforzare la difesa dell'Ucraina, ha deciso di sostituire il ministro della Difesa con l’attuale ministro della Trasformazione digitale, il 34enne Mykhailo Fedorov. Denys Shmyhal, che ha guidato il ministero della Difesa negli ultimi sei mesi, ha ricevuto valutazioni positive, è riuscito a snellire il ministero in difficoltà in breve tempo, ma Fedorov ha due vantaggi: velocità e sofisticatezza tecnologica. Maria Berlinska, fondatrice dell’iniziativa Victory Drones, ricorda che nel 2022, quando l’allora dirigenza del ministero della Difesa non capiva cosa fosse una guerra tecnologica, fu il ministero della Trasformazione Digitale a prendere la guida di questo processo. Grazie a Fedorov, le comunicazioni satellitari Starlink sono state portate in prima linea ed è stato lanciato il progetto “Esercito dei droni”.

 

“Se prevediamo che la guerra continuerà, il nostro esercito deve rapidamente diventare il più tecnologicamente avanzato possibile”, spiega Zelensky. Shmyhal, nel frattempo, si occuperà di un altro settore complesso: l’energia, guiderà il ministero competente. Ma il cambiamento di personale più importante e controverso nell’entourage di Zelensky è stato la sostituzione del capo dei Servizi di sicurezza dell’Ucraina (Sbu). Il suo capo, Vasyl Malyuk, è un Eroe dell’Ucraina. Durante il suo mandato, si è distinto per operazioni speciali di alto profilo, tra cui tre attacchi al ponte di Crimea, l’invenzione degli esclusivi droni da combattimento navali Sea Baby, che hanno distrutto 14 navi russe, e l’operazione Ragnatela, che ha danneggiato 41 aerei militari in quattro aeroporti nemici. Quando iniziarono a circolare voci sulle sue possibili dimissioni e sull’eventualità che gli venisse offerto un incarico altrove, diversi comandanti militari ucraini (Robert Brovdi, Igor Obolensky, Denys Prokropenko, Andriy Biletsky, Mykhailo Drapatiy) espressero pubblicamente la loro contrarietà, sebbene l’esercito in genere non contraddica le decisioni del governo. “Autorità e rispetto senza precedenti tra i suoi subordinati. Il comandante Malyuk è al posto giusto”, ha scritto su Facebook Brovdi, a capo delle Forze ucraine per sistemi a pilotaggio remoto. Zelensky ha spiegato la sua decisione affermando che avrebbe rotato tutti i funzionari delle Forze dell’ordine.

 

I rappresentanti della società civile hanno invece espresso lamentele nei confronti del capo dell’Sbu. Durante l’attacco estivo all’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (Nabu), quando il governo ha tentato di limitarne l’indipendenza, lo Sbu ha condotto oltre 70 perquisizioni di 15 investigatori del Nabu. Il Parlamento deve ancora votare le dimissioni, intanto Zelensky e Malyuk sembrano aver trovato un compromesso: il capo dello Sbu si è dimesso, ma rimarrà nei servizi speciali e si concentrerà esclusivamente sulle missioni di combattimento. “Ho incaricato Vasyl Malyuk di rendere le nostre operazioni asimmetriche le più potenti al mondo”, ha dichiarato Zelensky. Fino a quando non verrà raggiunta una decisione parlamentare, Yevhen Khmara, capo del Centro operazioni speciali Alfa , ricoprirà la carica di capo ad interim dello Sbu. Dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, l’Sbu ha danneggiato 2.194 carri armati russi, 1.805 dei quali sono stati danneggiati dal Gruppo Alfa, ha dichiarato al Foglio il Servizio di Sicurezza ucraino.

 

Gli ultimi avvicendamenti di personale mostrano che il presidente ucraino si è ripreso dallo scandalo di corruzione che ha coinvolto il suo stretto collaboratore, Andriy Yermak, e sta raccogliendo attorno a sé coloro che ancora godono del sostegno della società ucraina. “Zelensky sta mettendo insieme una squadra a prova di guerra”, conclude il politologo Mykola Davydyuk.

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