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numeri e mappe
Riserve, produzione e investimenti: numeri per capire la partita del petrolio in Venezuela
Qual è il potenziale del greggio venezuelano e quanti soldi servono per risollevare la produzione. Il ruolo dell'Orinoco oil belt e i piani di Trump
Ora che Donald Trump ha arrestato il presidente venezuelano Nicolas Maduro è convinto che gli Stati Uniti abbiano bisogno di accesso totale al petrolio e ad altre risorse del paese. E a tale scopo ha assicurato che le grandi compagnie statunitensi "spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture petrolifere gravemente danneggiate, e inizieranno a generare profitti per il paese".
Il giro d'affari e il ruolo di Pdvsa
Sull'oro nero si basa quasi il 90 per cento delle entrate totali da esportazioni del paese (24 miliardi di dollari l’anno) mentre i prodotti legati al greggio (come quelli del settore petrolchimico) rappresentano gran parte della percentuale rimanente.
Dal 1976 il settore petrolifero è gestito da un’azienda statale, la Petróleos de Venezuela Sociedad Anónima (Pdvsa). Nonostante ciò, in Venezuela continuano a salpare le navi della multinazionale statunitense Chevron, che opera nel paese attraverso una joint venture con Pdvsa.
Giacimenti di petrolio in Venezuela e volumi di estrazione
Dai dati di Portal energètico, emerge che nel paese ci siano almeno 148 aree di estrazione oil & gas. A livello di produzione, il picco massimo si è toccato negli anni Novanta, intorno ai 3–3,5 milioni di barili al giorno. Tuttavia, come si vede in questo grafico, dopo decenni di mala gestione, corruzione e sanzioni internazionali, la produzione è drasticamente crollata, arrivando nel 2024 a contare circa 900 mila barili giornalieri.
Come calcolato dalla U.s. Energy Information Administration (Eia), nel 2023 il Venezuela ha prodotto lo 0,8 per cento del petrolio greggio mondiale. Ma più che nella produzione (ricordiamo, in costante diminuzione) il vero primato di Caracas è nelle riserve. Come si vede nell'immagine, sempre nel 2023 il Venezuela possedeva le maggiori riserve accertate di petrolio greggio al mondo, pari a circa 303 miliardi di barili. Vale a dire quasi il 17 per cento delle riserve globali, più dell’Arabia Saudita e oltre il triplo della Russia o degli Stati Uniti. La maggior parte delle riserve accertate di petrolio greggio del paese è costituita da petrolio greggio extra-pesante proveniente dalla cintura dell'Orinoco.
Le caratteristiche di "Orinoco oil belt"
La "Orinoco oil belt" è una vasta regione nella parte orientale del paese che si estende per circa 55.000 chilometri quadrati (21.235 miglia quadrate). Questa zona contiene petrolio greggio extra-pesante, ricco di zolfo, altamente viscoso e denso, dunque molto più difficile e costoso da estrarre rispetto al greggio convenzionale. L'estrazione di questo tipo di petrolio richiede tecniche avanzate e raffinerie apposite per trattarlo, situate perlopiù negli Stati Uniti, sulla costa del Golfo del Messico o in Cina.
Gli investimenti necessari per far ripartire la produzione di petrolio in Venezuela
Il piano annunciato dal presidente statunitense per rilanciare la produzione petrolifera in Venezuela potrebbe però costare parecchio. Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo “El Mundo”, solamente la manutenzione della rete infrastrutturale esistente – attualmente in condizioni fatiscenti – comporterebbe una spesa di almeno 20 miliardi di dollari. Senza contare che il costo per costruire gli impianti utili a raffinare il petrolio venezuelano estratto nella Cintura dell’Orinoco – a oggi assenti nel paese – ammonterebbe a 20-30 miliardi di dollari. Nel complesso, il quotidiano spagnolo stima che per riportare la produzione a 3 milioni di barili al giorno comporterebbe spese fra 85 e 130 miliardi di dollari (tra i 73 e i 115 miliardi di euro) in dieci anni.