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Trump: "Governeremo il Venezuela fino a una transizione sicura". La prima foto di Maduro dopo la cattura

Il presidente americano ha annunciato su Truth l'arresto del presidente venezuelano e della moglie Cilia Flores, dopo una notte di bombardamenti su Caracas, con esplosioni e attacchi aerei. Al suo posto ha assunto i poteri la vicepresidente Rodríguez. Per Meloni si tratta di un "intervento legittimo"

Che cosa è successo. Nella notte tra il 2 e 3 gennaio sono state udite forti esplosioni a Caracas e in altre zone del Venezuela, accompagnate da rumori di velivoli a bassa quota. Diversi quartieri della capitale sono rimasti al buio e la gente ha condiviso video di colonne di fumo ed esplosioni. Poche ore dopo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato via social che gli Stati Uniti ha condotto “attacchi su larga scala” e che il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie sono stati catturati e portati fuori dal paese. Secondo la procuratrice generale Pam Bondi, i due sanno incriminati nel distretto meridionale di New York. Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale e ha chiamato alla mobilitazione civile e militare contro quello che considera un tentativo di cambio di regime. Trump terrà una conferenza stampa alle 11:00, ora locale (17:00 italiane).

Rodríguez è pronta a "rendere il Venezuela di nuovo grande", dice Trump. Dubbi

Il segretario di stato Marco Rubio ha parlato con la vicepresidente che ha assunto i poteri di Maduro, Delcy Rodríguez, che "è essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande", ha detto Trump. Eppure la stessa Rodriguez pochi minuti prima, alla televisione di stato venezuelana, denunciava l'aggressione militare venezuelana e chiedeva conto delle condizioni di Maduro: "Chiediamo al governo del presidente Donald Trump una prova immediata dell'esistenza in vita del presidente Maduro e della first lady". Alla domanda se sia  in contatto con la leader dell'opposizione Maria Corina Machado, Trump ha risposto che sarebbe "molto difficile" per la premio Nobel diventare leader del Venezuela. Sebbene sia una "donna molto gentile, non ha il sostegno o il rispetto necessari all'interno del paese".

"Maduro ha scelto di giocare", dice Rubio. "Ma Trump non gioca"

E’ il turno del segretario di stato Marco Rubio:  al presidente venezuelano Nicolas Maduro sono state fatte "diverse offerte molto, molto, molto generose" per lasciare il potere, ma lui "ha scelto invece di comportarsi come un selvaggio" e di "giocare", ha detto. Vorrei che tutti capissero che il 47esimo presidente degli Stati Uniti non gioca, e sarà in azione. Ho visto tantissimi leader che dicono faremo questo, faremo quello, lui è l’unico che è in azione, se dice che farà qualcosa la farà. Spero abbiate imparato la lezione”. Alla domanda di un giornalista su quanto costerà governare il Venezuela, potenzialmente per anni, Trump ha risposto: "Non ci costerà nulla: non abbiamo paura dei boots on the ground". 

 

L'operazione militare contro il regime è stata denominata "Absolute Resolve"

L'operazione militare "Absolute Resolve", come l'ha chiamata il capo di stato maggiore congiunto, Dan Caine, "è stata discreta, precisa e condotta nelle ore più buie del 2 gennaio, ed è stata il culmine di mesi di pianificazione e prove, un'operazione che, francamente, solo l'esercito degli Stati Uniti poteva intraprendere". Caine ha detto che l'operazione ha coinvolto 150 velivoli lanciati in tutto l'emisfero, il membro più giovane dell'equipaggio aveva 20 anni, il più anziano 49, e  alla forza militare è seguita una "forza di estrazione" per catturare Maduro. Gli aerei da guerra americani hanno smantellato le difese aeree venezuelane per consentire agli elicotteri militari americani di raggiungere Caracas. "Uno dei nostri aerei è stato colpito, ma è rimasto in grado di volare". Un'altra squadra di elicotteri è stata chiamata per catturare Maduro e sua moglie, colpita da colpi di arma da fuoco durante il tragitto. L'intera operazione è durata circa due ore e 20 minuti.  Maduro e sua moglie poi "si sono arresi" e sono stati presi in custodia dal dipartimento di Giustizia alle 03:29, e sono saliti a bordo della USS Iwo Jima. Ora, "le nostre forze rimangono nella regione in uno stato di massima allerta, pronte a proiettare la propria potenza, a difendere se stesse e i nostri interessi nella regione", ha detto Caine. 

 

I venezuelani sono liberi, dice Trump

L'occidente è molto più sicuro oggi, grazie al nostro esercito. "Ho visto sferrare uno degli attacchi più precisi", ha detto Trump. “Questa operazione è un avvertimento per tutti coloro che vorranno minacciare le vite e gli interessi dell’America. La nostra flotta rimarrà in posizione fino a quando le richieste degli Stati Uniti verranno soddisfatte”. Un messaggio al cerchio di fedelissimi di Maduro che sono a Caracas. Poi ha lasciato la parola al segretario alla Guerra Pete Hegseth: “Finalmente un comandante dell’esercito che il mondo rispetta”, ha detto. “I guerrieri americani sono secondi a nessuno”, e sono “l’élite dell’America, e il nostro presidente vi copre le spalle”. Avremo pace e giustizia, il Venezuela diventerà uno dei paesi più ricchi. "Se torniamo a vent'anni fa il Venezuela era un grande paese ed è stato distrutto". 

 

Gli Stati Uniti governeranno il Venezuela fino a una "transizione sicura"

“Noi porteremo avanti il paese fino a quando non ci sarà una transizione sicura e corretta e in accordo con la giustizia”, ha detto Trump, confermando che l’America sarà probabilmente al potere in Venezuela fino a nuove elezioni democratiche. “Saremo pronti a mettere in campo un nuovo attacco se dovesse essere necessario”, ha detto.   Gli Stati Uniti lo hanno già fatto in passato, in Germania, in Giappone e, naturalmente, in Iraq. "Ma la storia è a scacchi". Il primo attacco ha avuto così successo che non è stata necessaria una seconda ondata molto più forte, inizialmente "data per scontata": “Questo partenariato tra America e Venezuela è qualcosa voluto da tutti, porterà i cittadini venezuelani a essere ricchi, sicuri e protetti”. Sul petrolio ha detto: “Il governo del Venezuela è stato in mani disastrose per moltissimo tempo e non hanno fatto nulla per esempio per le riserve petrolifere. Anche in questo caso avremo una grande azienda petrolifera americana, la più grande del mondo, che andrà a spendere migliaia di dollari e sistemerà le infrastrutture”. 

 

“Il regime venezuelano ha rubato le nostre infrastrutture petrolifere”

Trump ha dichiarato che l'embargo statunitense sul petrolio venezuelano resta in vigore anche dopo la cattura di Maduro, lanciando un duro avvertimento alle altre figure politiche e militari legate al regime. "Tutte le figure politiche e militari del Venezuela dovrebbero capire che ciò che è successo a Maduro può succedere anche a loro, e succederà anche a loro se non saranno giusti, anche nei confronti del loro popolo". "Come tutti sanno, il settore petrolifero in Venezuela è stato un fallimento, un fallimento totale, per un lungo periodo di tempo".  "Ci riprenderemo il petrolio che ci dovevamo riprendere molto tempo fa", ha detto Trump.  Alla domanda su quanto tempo gli Stati Uniti avrebbero occupato il Venezuela, Trump ha risposto: "Vorrei farlo in fretta, ma ci vuole del tempo". Ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero venduto il petrolio venezuelano alla Cina e ad altre nazioni: "Venderemo grandi quantità di petrolio ad altri paesi".

 

Trump: "Uno degli schieramenti più potenti dell'esercito americano"

“La notte scorsa e stamattina presto sotto la mia direzione le Forze armate americane hanno condotto un’operazione militare straordinaria nella capitale del Venezuela”, ha iniziato Trump in conferenza stampa, affiancato dal segretario di stato Marco Rubio, dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, dal direttore della Cia John Ratcliffe e dal capo di stato maggiore  Dan Caine. Un attacco che possiamo comparare soltanto a quello a Suleimani, al Baghdadi e alla distruzione dei siti militari in Iran, ha detto. "Nessuna nazione al mondo potrebbe raggiungere ciò che l'America ha raggiunto ieri, o francamente, in un lasso di tempo così breve. Tutte le capacità militari venezuelane sono state messe a tacere quando gli uomini e le donne del nostro esercito, in collaborazione con le forze dell'ordine statunitensi, sono riusciti a catturare Maduro nel cuore della notte". Trump ha detto che gli Stati Uniti avrebbero interrotto la fornitura di energia elettrica della capitale venezuelana: "Le luci di Caracas erano quasi tutte spente", ha detto,  grazie a una certa competenza che possediamo". “Non abbiamo mai visto un’operazione del genere, se pensiamo a quello che è successo in Afghanistan che è stato imbarazzante, se pensiamo a Jimmy Carter, non eravamo rispettati, e invece ora l’America sarà rispettata”. 

 

La prima foto di Maduro arrestato pubblicata da Trump

 

Maduro a bordo della USS Iwo Jima nella fotografia diffusa sul suo social Truth da Donald Trump

L’operazione clandestina della Cia è iniziata ad agosto

La Cia aveva una fonte all'interno del governo venezuelano che avrebbe fornito all'agenzia di spionaggio americana informazioni sui movimenti e sulla posizione di Nicolás Maduro. La fonte ha detto che l’agenzia “ha prodotto le informazioni che hanno consentito la cattura di Maduro da parte della Delta Force. Aveva una piccola squadra clandestina sul campo a partire da agosto, in grado di fornire una straordinaria visione del modello di vita di Maduro, che ha reso la sua cattura senza intoppi”, ha scritto il giornalista di Axios Barak Ravid. La fonte ha affermato che la squadra che ha lavorato all'operazione per diversi mesi includeva Stephen Miller, il segretario di stato Rubio, il segretario della Difesa Hegseth e il direttore della Cia Ratcliffe. "Avevano riunioni e telefonate regolari, a volte anche quotidiane... spesso si incontravano sia con il presidente che separatamente", ha detto. Il New York Times è stato il primo a segnalare l'esistenza di una fonte della Cia nella cerchia di Maduro.

 

Pam Bondi pubblica l'atto di accusa

La procuratrice generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha pubblicato l'atto di accusa non sigillato contro il presidente Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores. Oltre a Maduro e a sua moglie l'atto d'accusa incrimina anche il figlio di Maduro, Nicolas Ernesto Maduoro Guerra, Diosado Cabello Rondon, Ramon Rodríguez Chachin e Hector Rusthenford Guerro Flores. Il documento è molto simile all'atto di accusa del 2020 contro il leader venezuelano, che lo accusa di narcoterrorismo e associazione a delinquere per l'importazione di cocaina, ma le accuse includono anche il possesso di mitragliatrici. Secondo il documento pubblicato dal Dipartimento di Giustizia, Maduro ei suoi alleati hanno trasformato "le istituzioni venezuelane in un focolaio di corruzione alimentato dal narcotraffico a proprio vantaggio". Questa corruzione “riempie le tasche dei funzionari venezuelani e delle loro famiglie, ma avvantaggia anche i violenti narcoterroristi che devono lavorare impunemente sul suolo venezuelano e che contribuiscono a produrre, proteggere e trasportare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti”, si legge nell'atto.

 

La reazione della Cina

Con una nota ufficiale, il ministero degli Esteri di Pechino fa sapere che la Cina “è profondamente sconvolta e condanna fermamente l'uso palese della forza da parte degli Stati Uniti contro uno stato sovrano e l'azione contro il suo presidente”. Per la leadership del Partito comunista si tratta di “atti egemonici degli Stati Uniti” che “violano gravemente il diritto internazionale e la sovranità del Venezuela, e minacciano la pace e la sicurezza in America Latina e nella regione caraibica”. L’invito e è “a rispettare il diritto internazionale, gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e a cessare di violare la sovranità e la sicurezza degli altri Paesi”. Poche ore prima del suo arresto, a Caracas Maduro aveva incontrato Qiu Xiaoqi, rappresentante speciale per gli affari dell'America Latina e dei Caraibi cinese, l'ambasciatore cinese in Venezuela Lan Hu e altri alti funzionari.Il Venezuela è il paese destinatario di oltre il 40 per cento del totale dei prestiti cinesi in America latina.

 

Meloni: "Legittimo intervenire contro chi favorisce il narcotraffico"

“Contrari ad azioni militari per mettere fine a regimi totalitari, ma legittimo intervenire contro chi favorisce il narcotraffico”, ha detto con una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Coerentemente con la storica posizione dell'Italia, il governo reputa che l'azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo valido un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. Così Meloni ha commentato quello che sta accadendo in Venezuela, dopo l'intervento militare degli Stati Uniti. “L'Italia - dice ancora là premier - ha sempre sostenuto l'aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l'Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto”. Palazzo Chigi inoltre informa che Meloni e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, continuano a seguire “con particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del governo”.

 

La dichiarazione di María Corina Machado

Venezuelani, è giunta l'ora della libertà, ha scritto la premio Nobel per la Pace con una dichiarazione in cui afferma che il presidente Nicolás Maduro “da oggi in poi dovrà affrontare la giustizia internazionale per crimini atroci”, invitando al contempo i cittadini a rimanere “vigili, attivi e organizzati” per avanzare verso una transizione democratica. E’ tempo che "la sovranità popolare e la sovranità nazionale prevalgano nel nostro paese", dice, indiacndo come obiettivi immediati "ripristinare l'ordine, liberare i prigionieri politici, costruire un paese eccezionale e riportare a casa i nostri figli". "Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato tutto e ne è valsa la pena. Ciò che doveva accadere sta accadendo". Leggi qui la traduzione integrale della lettera.

 

Mosca smentisce la presenza della vicepresidente Rodríguez in Russia

Subito dopo la notizia dell’arresto di Maduro la vicepresidente Delcy Rodríguez è apparsa in tv, chiedendo una prova di vita dello stesso Maduro e della moglie. Subito dopo quattro fonti “familiarizzate con i suoi movimenti” hanno informato che si sarebbe recata in Russia. Ma la cosa, riferita da Reuters, è stata subito smentita da Mosca. Altre tre fonti hanno affermato invece che suo fratello Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale, si troverebbe ancora a Caracas, ma non ha fatto né apparizioni né dichiarazioni. Il numero due di fatto del regime è considerato Diosdado Cabello, che da militare fu compagno di golpe di Chávez, e che è ora ministro dell’Interno. E' apparso alla tv pubblica promettendo vittoria, dopo che sui social era stato dato come morto o arrestato. “Non è la prima lotta, non è la prima battaglia. Abbiamo saputo sopravvivere in ogni circostanza”. Il terzo esponente di spicco del regime è il generale Vladimir Padrino López, ministro della Difesa dal 2014. È andato in tv chiamando all’unità di fronte alla “peggiore aggressione” mai subita dal Venezuela, e ha aggiunto che paese stava eseguendo “gli ordini di Maduro” nello spiegare tutte le forze armate.  “CI hanno attaccato ma non ci sottometteranno”.

 

Maduro e la moglie sono in viaggio verso New York

"Hanno ucciso un sacco di gente, molti americani, persino persone nel loro stesso paese", ha detto Trump di Maduro e sua moglie Cilia Flores a Fox News, aggiungendo che sono stati incriminati a New York e  si recheranno nello stato in elicottero e in nave. Al momento i due sarebbero stati portati sulla USS Iwo Jima, una delle navi da guerra americane che pattugliano i Caraibi. Trump ha dichiarato di aver assistito al raid in tempo reale tramite un collegamento video e di aver visto una squadra militare statunitense sfondare le porte d'acciaio in "pochi secondi". Alla domanda se avrebbe sostenuto la candidatura di Maria Corina Machado, la leader dell'opposizione venezuelana che ha recentemente vinto il premio Nobel per la pace, Trump ha detto: "Hanno un vicepresidente, come sapete. (Delcy Rodríguez, ndr) Voglio dire, non so che tipo di elezioni siano state, ma, sapete, l'elezione di Maduro è stata una vergogna".

Trump ha rifiutato il negoziato con Maduro 

Il presidente americano ha detto in un’intervista a Fox News che  Maduro avrebbe voluto negoziare negli ultimi giorni prima della sua cattura da parte delle forze statunitensi, ma ha rifiutato tutte le sue offerte. "Non volevo negoziare. Ho detto: 'No, dobbiamo farlo'. Quello che ha fatto con la droga è sbagliato". Ha anche detto che dopo l’operazione gli Stati Uniti saranno “fortemente coinvolti” nell’industria petrolifera venezuelana. I venezuelani sono molto contenti della cattura di Maduro "perché amano gli Stati Uniti" e perché il Paese sotto Maduro era "una dittatura", ha detto all’emittente.

 

Maduro è l'ultimo a scoprire che Trump fa sul serio, scrive Vance

Il vicepresidente americano JD Vance ha scritto su X che Trump ha offerto a Maduro "diverse vie d'uscita , ma è stato molto chiaro durante tutto il processo: il traffico di droga deve cessare e il petrolio rubato deve essere restituito agli Stati Uniti. Maduro è l'ultimo a scoprire che il presidente Trump fa sul serio. Complimenti ai nostri coraggiosi operatori speciali che hanno portato a termine un'operazione davvero impressionante". E "a tutti coloro che affermano che tutto questo è 'illegale'", dice: "Maduro ha molteplici accuse negli Stati Uniti per narcoterrorismo. Non si può evitare la giustizia per traffico di droga negli Stati Uniti perché si vive in un palazzo a Caracas".

 

Von der Leyen: sosteniamo una transizione pacifica e democratica

La presidente della Commissione europea ha scritto su X:  "Seguiamo da vicino la situazione in Venezuela. Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica . Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Con l'Alto vicepresidente Kaja Kallas e in coordinamento con gli stati membri dell'Ue, ci assicuriamo che i cittadini dell'Ue nel paese possano contare sul nostro pieno sostegno".

 

Bondi: Maduro e la moglie incriminati a New York   

Il presidente venezuelano e sua moglie, Cilia Flores, “sono stati incriminati nel distretto meridionale di New York” e presto affronteranno "l'ira della giustizia americana su suolo americano, nei tribunali americani", ha scritto la procuratrice generale Pam Bondi su X , secondo cui sono accusati di "cospirazione di narcoterrorismo, cospirazione per l'importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi e cospirazione per il possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi contro gli Stati Uniti”. Bondi ha ringraziato il presidente americano Donald Trump per il coraggio e l'esercito americano, “che ha condotto l'incredibile e vittoriosa missione di cattura di questi due presunti narcotrafficanti internazionali”.  

 

Maduro verrà processato negli Stati Uniti, dice Rubio 

Il senatore dello Utah Mike Lee ha scritto su X di aver sentito il segretario di stato americano Marco Rubio , "mi ha informato che Nicolás Maduro è stato arrestato dal personale statunitense per essere processato negli Stati Uniti per accuse penali e che l'azione cinetica a cui abbiamo assistito stasera è stata messa in atto per proteggere e difendere coloro che eseguono il mandato di arresto. Questa azione rientra probabilmente nell'autorità intrinseca del presidente, ai sensi dell'articolo II della Costituzione, di proteggere il personale statunitense da un attacco efficace". Secondo il senatore Lee, Rubio ha riferito che non ci saranno ulteriori operazioni in Venezuela ora che Maduro è in custodia negli Stati Uniti. Poco dopo l'attacco, Rubio ha ricondiviso su X un post che aveva pubblicato a luglio 2025 : " Maduro NON è il presidente del Venezuela e il suo regime NON è il governo legittimo". 

Per Putin è “un atto di aggressione armata” 

La Russia ha condannato l'azione militare di Trump in Venezuela con una nota del ministero degli Esteri:  "Gli Stati Uniti hanno commesso un atto di aggressione armata contro il Venezuela , che suscita profonda preoccupazione e merita condanna. I pretesti usati per giustificare queste azioni sono insostenibili. La Russia ribadisce la sua solidarietà al popolo venezuelano".  Il dittatore venezuelano Nicolás Maduro è un alleato di Vladimir Putin,  i russi hanno interessi a Caracas e il collegamento fra i due paesi non è esente dalla collaborazione militare. Il Cremlino ha anche chiesto “un chiarimento immediato” sulle condizioni di Maduro. 

La reazione di Pedro Sánchez 

Il primo ministro spagnolo, che si è sempre espresso contro le precedenti azioni militari dell'Amministrazione Trump in Venezuela, ha scritto su X: "Esortiamo tutti a ridurre l'escalation della situazione e ad agire responsabilmente. Il diritto internazionale ei principi della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati". Una nota del governo specifica però che la Spagna, che ospita moltissimi dissidenti venezuelani del regime di Maduro , "ribadisce di non aver riconosciuto i risultati delle elezioni del 28 luglio 2024 e di aver sempre sostenuto le iniziative volte a raggiungere una soluzione democratica per il Venezuela". 

 

I siti colpiti  

Le esplosioni si sono sentite nei pressi del porto di La Guaira, il principale porto del Venezuela, e in alcune importanti strutture militari, tra cui la base aerea Generalissimo Francisco de Miranda (nota come base aerea La Carlota) e Fuerte Tiuna a Caracas. Secondo il governo venezuelano gli attacchi hanno colpito gli stati di Aragua, Miranda e La Guaira, oltre alla capitale Caracas. Anche i dati del sistema Firms (Fire Information for Resource Management System) della Nasa hanno rilevato due tracce di calore nei pressi di  Fuerte Tiuna, il più grande complesso militare del Venezuela, sede del ministero della Difesa e del comando dell'esercito venezuelano.  

 

La reazione Ue 

Kaja Kallas , Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, fa sapere su X di aver parlato con il segretario di stato americano Marco Rubio e con l'ambasciatore europeo a Caracas. L'Ue, ha detto, sta seguendo "con grande attenzione" l'evoluzione della situazione in Venezuela: "L'Ue ha ripetutamente affermato che Maduro è privo di legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. Chiediamo moderazione". Sull'illegittimità delle elezioni presidenziali in Venezuela del 2024 leggi qui Luciano Capone "Tanto grande quanto goffa. Perché quella in Venezuela è la madre di tutte le frodi elettorali".  

La reazione di Meloni  

Nella prima nota ufficiale di Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni afferma di seguire "con attenzione la situazione in Venezuela, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali". In Venezuela vivono circa 160.000 italiani, la maggior parte dei quali con doppio passaporto.  Restano in carcere gli italiani Alberto Trentini, Biagio Pileri e Daniel Echenagucia.

Trump: "Un'operazione brillante" 

In una breve intervista telefonica con Tyler Pager del New York Times subito dopo l'annuncio della cattura di Maduro, il presidente Trump ha celebrato quella che ha definito una "operazione brillante": " Tanta buona pianificazione e tanti grandi, grandissimi soldati e persone straordinarie", ha detto. "E' stata davvero un'operazione brillante". Alle 11, ora locale americana, è prevista una conferenza stampa dalla Casa Bianca. 

 

Il vicepresidente Rodríguez ha preso i poteri di Maduro 

La vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, è intervenuta al telefono in diretta televisiva, sull'emittente statale venezuelana, per la prima volta sin dall'operazione militare americana. Ha invitato la popolazione a impegnarsi attivamente in una integrazione civile-militare "per difendere il paese", e ha chiesto al governo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump la prova che Maduro e Flores siano in vita. Rodríguez ha assunto i poteri del presidente. 

 

L'attacco americano in Venezuela 

Con un blitz, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati catturati dalle forze statunitensi e portati fuori dal Venezuela. Ad annunciarlo è stato lo stesso Donald Trump su Truth Social, aggiungendo che l'operazione è tuttora in corso. 

Tutto era iniziato con un bombardamento. Forti esplosioni, accompagnate da suoni simili a quelli di aerei in volo sulla zona, erano state registrate a Caracas intorno alle 2 ora locale (le 7 in Italia). Sui social, vari utenti hanno pubblicato video che mostrano esplosioni e sorvoli aerei nella capitale venezuelana . Sono stati segnalati anche attacchi aerei contro le basi militari di La Carlota e Fuerte Tiuna, mentre i residenti della capitale hanno riferito di aver udito il rumore di aerei che sorvolano la città. 

Diverse immagini mostrano colonne di fumo denso levarsi da più punti di Caracas.  Altri video ritraggono gli elicotteri Chinook in volo sopra la capitale. In altre riprese si vedono centinaia di auto in fuga dalla zona di conflitto, mentre le forze dell'ordine cercano di trattenere i civili lungo le strade. Le esplosioni sono state segnalate anche a La Guaira, il porto di Caracas. Numerose interruzioni di corrente. Secondo alcune testimonianze, da terra si sarebbe tentato di reagire al passaggio degli aerei con colpi di mitragliatrice. Le segnalazioni dei cittadini indicavano che i principali obiettivi colpiti sarebbero stati Fuerte Tiuna, la base aerea di La Carlota, la Scuola Ufficiali di La Guaira e il terminal dell'aeroporto di Higuerote. 

Gli eventi si sono verificati dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva dispiegato una flotta navale nei Caraibi nell'ambito dell'Operazione Southern Spear, aveva menzionato la possibilità di attacchi via terra contro il Venezuela, avvertendo che i giorni di Maduro al potere “sono contati”. Lunedì Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti avevano condotto il primo attacco sul suolo venezuelano, distruggendo un'area di attracco utilizzata da imbarcazioni legate al narcotraffico. Giovedì, in un'intervista, Maduro aveva risposto che “il sistema di difesa nazionale garantisce l'integrità territoriale, la pace del paese e l'uso e il godimento di tutti i nostri territori”, invitando inoltre Trump al dialogo su narcotraffico, petrolio e migrazione. 

Poche ore prima dell'inizio delle operazioni militari era arrivata in Venezuela una delegazione cinese guidata da Qiu Xiaoqi, rappresentante speciale di Xi Jinping  per gli affari latinoamericani e caraibici, accompagnato dall'ambasciatore Lan Hu. Il Venezuela è il paese dell'emisfero occidentale che ha ricevuto il maggior volume di investimenti cinesi: dal 2007 ha ottenuto 68 miliardi di dollari in prestiti e ha firmato quasi 490 accordi in diversi settori. 

Il governo di Caracas ha condannato quella che ha definito una “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti e ha dichiarato lo stato di emergenza. La televisione di stato aveva trasmesso una dichiarazione in cui Maduro chiedeva la mobilitazione popolare. "In questo momento stanno bombardando Caracas. Allertate il mondo intero: hanno attaccato il Venezuela. Stanno bombardando con missili", aveva dichiarato il presidente colombiano Gustavo Petro dopo aver appreso degli eventi. A causa della tensione, Petro aveva richiesto riunioni d'urgenza dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) e dell'Onu. Anche il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, aveva denunciato l'“attacco criminale” degli Stati Uniti contro il Venezuela, chiedendo una risposta “urgente” da parte della comunità internazionale. 

La situazione resta in evoluzione, ma al momento sembra delinearsi uno scenario che richiama l'Operazione Giusta Causa a Panama alla fine del 1989, con Maduro che, secondo queste prime indicazioni, si sarebbe rivelato più vulnerabile di Manuel Noriega. 

 

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