Ansa
Il libro inchiesta
“Se continua così gran parte degli ebrei lascerà l'Europa”
A causa dell'antisemtismo, il numero di immigrati ebrei francesi arrivati in Israele nel 2025 è aumentato di oltre il 45 per cento rispetto al 2024. Secondo il libro inchiesta di Maïmon e Didier Long, se non si interviene, non ci saranno più ebrei in Francia entro il 2050
Sempre più ebrei francesi stanno facendo l’aliyah, l’immigrazione in Israele. Dieci al giorno lasciano l’Esagono per lo stato ebraico. Il numero di immigrati ebrei francesi arrivati in Israele nel 2025 è aumentato di oltre il 45 per cento rispetto al 2024, ha annunciato il ministero israeliano per l’Immigrazione e l’Integrazione. L’aumento è dovuto all’antisemitismo.
Dei 21.900 nuovi immigrati arrivati in Israele quest’anno da oltre dieci paesi, la Russia è in testa con 8.300 persone (un calo del 57 per cento rispetto all’anno precedente), seguita dagli Stati Uniti (3.500, un aumento del cinque per cento) e dalla Francia, terza con 3.300 arrivi rispetto ai 2.228 del 2024 (oltre il 45 per cento in più). Un aumento dell’immigrazione di giovani provenienti da paesi occidentali, in particolare Francia e Regno Unito. In Francia nel 2025 sono stati registrati 1.163 atti antisemiti. In totale, più di 130 mila persone sono immigrate in Israele dalla Francia dalla fondazione dello stato nel 1948, secondo i dati ufficiali. La Germania ha registrato un aumento del 19 per cento, mentre il Regno Unito un aumento del 16 per cento. Secondo Dov Maïmon, ricercatore del think tank Jewish People Policy Institute di Gerusalemme, “almeno 100 mila ebrei francesi vivono in una situazione di disagio con popolazioni musulmane ostili. Subiscono una routine estenuante di molestie, ma sanno che se fanno l’aliyah, vivranno in povertà assoluta”.
“La fine degli ebrei di Francia?” è il titolo di un libro-inchiesta di Maïmon e Didier Long. Secondo loro, 150 mila ebrei – su 440 mila – sono in pericolo immediato a causa dell’aumento dell’antisemitismo e si stanno preparando a lasciare il paese. Secondo la loro indagine, se non si interviene, non ci saranno più ebrei in Francia entro il 2050. “E’ un titolo brutale perché i fatti sono brutali. La situazione è davvero catastrofica. Non a Neuilly-sur-Seine o a Boulogne-Billancourt, ma ovunque. A Sarcelles, Tolosa, Nizza e Villeurbanne, dove vivono diecimila ebrei – sui trentamila ebrei di Lione – e a Marsiglia, dove ne vivono cinquantamila”. Lo 0,6 per cento della popolazione francese subisce il sessanta per cento degli attacchi religiosi, anche se i musulmani sono venti volte più numerosi. Ottantamila ebrei hanno già lasciato la Francia dal 2000. Concludono i due autori: “Gli ebrei sono come il canarino nella miniera: quando il canarino smette di cantare, c’è il rischio di un’esplosione. Dal 7 ottobre, gli ebrei in Francia hanno smesso di cantare”.
“Dalla Russia l’emigrazione è in calo perché nel momento stesso in cui fai domanda di emigrazione il governo lo viene a sapere, come avvenne in Unione Sovietica negli anni Ottanta” dice Maïmon al Foglio. “Dall’Europa occidentale invece sta aumentando: gli ebrei stanno sentendo di essere diventanti dei paria. Sentono di non avere un futuro se lo stato non li protegge dalla violenza. Ci sono centomila ebrei francesi in pericolo oggi che vivono a Sarcelles, a Tolosa, a Saint-Denis, in ambienti con grandi comunità islamiche e dove la polizia a malapena mette piede. Sono ebrei spesso poveri, che vivono di sussidi pubblici e che in Israele fanno fatica a integrarsi. Ho molte testimonianze di giovani ebrei che hanno paura in Europa a esporre la kippah e la mezuzah, a parlare ebraico o a usare il proprio nome su Uber. Abbiamo visto a Manchester e a Bondi Beach. Gran parte degli ebrei lasceranno l’Europa occidentale. Primo, la demografia sta cambiando; poi ci sono ragioni economiche, non andrà meglio l’economia europea; e la terza ragione è l’antisemitismo. Dopo la Shoah, abbiamo avuto settant’anni di pace in Europa, l’antisemitismo era silente”. E oggi siamo tornati indietro. “Per noi ebrei non vedo futuro in Europa. Finiremo come gli ebrei in Marocco: una comunità piccola, residuale e silente. O come in Sud Africa: comunità dietro alti recinti e telecamere e dove si ha paura a uscire in una specie di ghetto. Ma è un problema anche per l’Europa se non vuole salvare i suoi ebrei. Cosa ne sarà dell’Europa?”.