La nuova corsa agli armamenti
Così la Cina sta espandendo il suo arsenale militare
Fabbriche, bunker, torri di lancio. Una lunga indagine della Cnn mostra con immagini satellitari, mappe e avvisi governativi la spinta cinese senza precedenti nello sviluppo di siti di produzione di missili nella Repubblica popolare. C'entra anche il futuro di Taiwan
Dal 2020 il 60 per cento delle 136 strutture collegate alla produzione di missili o alla forza missilistica dell'esercito cinese – che controlla l'arsenale nucleare di Pechino – hanno mostrato "segni di espansione": è la conclusione di una lunga inchiesta della Cnn, che con immagini satellitari, mappe e avvisi governativi, mostra la "nuova corsa agli armamenti" della Repubblica popolare cinese. I siti, che includono fabbriche e centri di ricerca e collaudo, "si sono ampliati di oltre 2 milioni di metri quadrati di superficie costruita tra l'inizio del 2020 e la fine del 2025", scrive l'emittente americana, e dalle immagini satellitari si possono notare "nuove torri, bunker e terrapieni, coerenti con lo sviluppo di armi". Alla corsa agli armamenti "la Cina sta già correndo e si sta preparando per una maratona", ha detto alla Cnn William Alberque, ricercatore senior del Pacific Forum ed ex direttore del controllo degli armamenti della Nato. Nel dicembre 2024, il Pentagono ha stimato che la forza missilistica cinese avesse aumentato la sua fornitura di missili del 50 per cento nei quattro anni precedenti. L'analisi della Cnn sull'infrastruttura per la produzione di queste armi suggerisce che gli sforzi cinesi sono proseguiti senza sosta.
Da quando è salito al potere nel 2012, il leader cinese Xi Jinping ha investito miliardi di dollari nell'acquisto e nell'ammodernamento di equipaggiamenti militari, nell'ambito di un'ambizione chiaramente definita di trasformare rapidamente le forze armate del Paese, l'Esercito popolare di liberazione (Pla), in una forza combattente di "livello mondiale". Oggi la Repubblica popolare cinese ha ufficialmente messo in servizio la Fujian, la sua terza e più avanzata portaerei, con una cerimonia a Sanya, sull’isola di Hainan, alla quale ha partecipato anche Xi Jinping. In un video diffuso dai media ufficiali cinesi Xi, vestito di verde militare cammina sul ponte della portaerei, ispeziona gli aerei e loda i piloti come eroi. Si tratta di un momento catartico per le Forze armate cinesi: la Fujian è dotata infatti di tecnologia avanzatissima, ed è la prima portaerei cinese con catapulte elettromagnetiche, la tecnologia che finora rappresentava un’esclusiva americana e contro cui il presidente Trump si è recentemente scagliato.
I dati analizzati dalla Cnn, "dipingono un quadro di un'urgente spinta a sviluppare capacità per missili nuovi e più sofisticati". Molti degli impianti di produzione analizzati hanno rapidamente sostituito villaggi e terreni agricoli, crescendo di decine di migliaia di metri quadrati negli ultimi cinque anni, scrive l'emittente. Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) di giugno, la Cina sta aumentando il suo arsenale di armi nucleari più velocemente di qualsiasi altra nazione, aumentando il suo arsenale di circa 100 nuove testate all'anno dal 2023. Il suo numero totale rimane molto inferiore a quello di Stati Uniti e Russia, che insieme rappresentano il 90 per cento dell'arsenale mondiale. La scorsa settimana, poco prima di incontrare il leader cinese Xi Jinping alla base aerea di Gimhae, in Corea del sud, il presidente americano Donald Trump ha annunciato di aver ordinato al dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari sulla stessa base di Russia e Iran: "Gli Stati Uniti possiedono più armi nucleari di qualsiasi altro paese. (...) La Russia è al secondo posto, la Cina è distante al terzo posto ma sarà pari in cinque anni".
Secondo gli esperti, i proiettili prodotti dagli impianti ampliati esaminati dalla Cnn "sarebbero un elemento chiave di un eventuale tentativo di conquista militare cinese di Taiwan", l'isola de facto indipendente che Pechino rivendica come parte del suo territorio. A settembre, alla parata militare di Piazza Tiananmen per gli ottant'anni dalla fine sella Seconda guerra mondiale, hanno sfilato circa 10 mila soldati, oltre 100 velivoli e centinaia di armamenti che, secondo l’agenzia di stampa Xinhua, hanno mostrato per la prima volta l’Esercito popolare di liberazione dopo “la trasformazione voluta da Xi”. In quello show di forza sono state mostrate anche le armi che potrebbero essere impiegate per un’invasione di Taiwan.
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