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Biden allarga e velocizza il sostegno all’Ucraina con una rara legge bipartisan
Il Lend-Lease Act è stato votato all’unanimità al Senato e a grandissima maggioranza al Congresso. Secondo l’intelligence, Putin ha ripreso a scommettere sulle divisioni dell’occidente e il suo obiettivo militare va oltre il Donbas
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10 MAY 22
Ultimo aggiornamento: 04:16 PM

Joe Biden, presidente americano, ha firmato la legge che permette di velocizzare il processo di fornitura di armi all’Ucraina. Si chiama Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act of 2022 ed è l’aggiornamento della legge che Franklin D. Roosevelt firmò nel 1941: serviva per sostenere in Europa la guerra contro il nazismo e parte di quel sostegno finì naturalmente anche all’Unione sovietica, invasa dai nazisti. Oggi la versione del 2022 serve a finanziare la guerra di difesa dell’Ucraina contro l’aggressore russo. Il momento della firma nello Studio ovale è stato molto simbolico – era presente anche la deputata democratica Elissa Slotkin, che è nata in Ucraina – e Biden ha detto: “Gli ucraini combattono ogni giorno per la sopravvivenza. Il costo di questa battaglia non è basso, ma capitolare davanti all’aggressione è ancora più costoso”. Il presidente Biden ha ribaltato il principio dell’inerzia che pure aveva caratterizzato anche parte del suo operato, ancor più quando era vicepresidente dell’Amministrazione Obama: non fare nulla per difendere gli alleati e i valori in comune costa. E questo ribaltamento è stato sancito da una procedura legislativa: il Lend-Lease Act è stato votato all’unanimità al Senato e a grandissima maggioranza al Congresso.
Sembra una cosa banale ma non lo è affatto: Capitol Hill è il posto più litigioso e polarizzato d’America, non ci si accorda tra alleati, figurarsi se ci si accorda tra rivali. Per di più su un tema che non riguarda semplicemente l’idea e l’approccio alla guerra ma i fondi che servono per combatterla, in un momento in cui l’inflazione rende tutti in pratica più poveri. Biden è riuscito a rendere sistemico il sostegno all’Ucraina (con una legge) e a renderlo bipartisan, oltre che a velocizzarlo e ad allargarlo: il Lend-Lease si somma ai 33 miliardi di dollari stanziati per dare sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione all’Ucraina. La questione tempo è decisiva. Washington si aspetta che la guerra sarà lunga e non limitata al Donbas, come dimostra l’offensiva di questi giorni a Odessa. Avril Haines, capo dell’intelligence americana, ha testimoniato oggi davanti alla commissione Forze armate del Senato e ha spiegato che secondo le sue informazioni l’obiettivo militare di Mosca va oltre il Donbas, vuole “colpire e distruggere le forze ucraine più equipaggiate e più abili” che sono state dislocate a est e vuole “estendere il ponte di terra dalla Crimea fino alla Transnistria passando per Odessa”.
Putin può non aver annunciato la guerra totale ma a parte che per l’Ucraina la guerra è già totale anche i suoi piani restano quelli di consolidare la regione cui aveva già puntato nel 2014 e creare una lingua di terra lungo il mare d’Azov. Poi che questo obiettivo sia raggiungibile è tutta un’altra questione, e anche la Haines la delinea: Putin ha bisogno di più uomini e di più mezzi e al momento non ce li ha. Ma questo non significa che voglia desistere. La Haines ha descritto qual è il nuovo calcolo di Putin: “Il presidente russo con buona probabilità pensa di avere una maggiore abilità e determinazione rispetto ai suoi avversari nel sopportare le sfide. Probabilmente conta sul fatto che la risolutezza degli Stati Uniti e dell’Unione europea si indebolisca di fronte alla scarsità di risorse alimentari, all’inflazione e ai prezzi dell’energia in aumento”. Anche a febbraio Putin scommetteva sulle divisioni occidentali e si è sbagliato. Ora ci riprova: per farlo perdere l’occidente può continuare ad andare avanti unito, e di fretta.
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Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi