In Russia ora chi protesta non prende più una multa, finisce in carcere, in condizioni tremende

Putin è disposto a stipare in prigione la parte del paese che non sta con lui e che è stanca dell'erosione della democrazia russa. Oltre Navalny, sono tante la storie da seguire con attenzione
5 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 05:06
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Gli arresti durante le manifestazioni sono stati numerosissimi e secondo la ong che si occupa di tutelare i diritti dei detenuti politici, Ovd-Info, nelle carceri russe non c’è più posto. Di solito la partecipazione a manifestazioni non autorizzate viene punita con una multa, ma questa volta le autorità hanno usato manganellate e arresti: ecco cosa succede a chi protesta. Smirnov e altri 27 ragazzi che avevano manifestato, dopo aver trascorso ore di attesa in furgoni della polizia senza mangiare né bere, sono stati stipati in una cella per otto persone, quattro letti a castello, nel centro di detenzione temporanea per cittadini stranieri di Sakharovo. Da Sakharovo, Smirnov e i ragazzi hanno iniziato a far uscire foto e video per denunciare le condizioni in cui venivano reclusi, i bagni luridi, la mancanza di spazio: in alcuni scatti si vede che dormono, ammassati, qualcuno seduto, qualcuno con la faccia su un tavolo. Il ministero dell’Interno ha detto che sono immagini fuori contesto, le carceri non stanno scoppiando. Ma è stato smentito dallo stesso portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ha detto che è vero che il numero di detenuti è troppo alto, a causa di chi ha “partecipato ad azioni illegali”. Il messaggio è: se non volete finire a Sakharovo smettete di protestare.
Navalny è stato condannato a due anni e otto mesi di carcere, oggi dovrà affrontare un nuovo processo per aver offeso un veterano. Ma in Russia, il deterioramento rapidissimo delle strutture democratiche va oltre l’oppositore sopravvissuto all’avvelenamento. La repressione delle proteste, il carcere per i manifestanti, l’incarcerazione di un giornalista per un tweet, anzi un retweet, mostrano l’erosione voluta e volutamente palese dello stato di diritto. L’esemplarità delle pene, l’ostentazione con cui Peskov rimarca la situazione nelle prigioni russe dimostrano qual è la direzione che sta prendendo il regime di Vladimir Putin, finora capo di una democrazia illiberale – l’ha inventata lui – ma determinato a rimanere al potere anche a costo di stipare tutta la Russia in un centro di detenzione.