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I raid anti migranti di Trump per un'emergenza che non c'è

Maurizio Stefanini

I dati elaborati dal Pew Research Center dimostrano che non esiste nessuna invasione incontenibile. Anzi il numero di irregolari è diminuito

Proprio mentre Trump scatena i raid contro gli stranieri irregolari, arriva dal Pew Research Center uno studio che scombussola quasi completamente gli stereotipi su cui questa polemica si fonda. Primo fra tutti, quello secondo il quale la linea muscolare del presidente sarebbe necessaria per fermare una invasione altrimenti incontenibile. Rispetto al massimo del 2007, con 12,2 milioni di irregolari senza documenti, nei 10 anni successivi questa popolazione si è ridotta autonomamente, scendendo a 10,5 milioni.

 

 

Secondo i ricercatori il motivo principale di questo calo si troverebbe nella decisione di una gran quantità di immigranti messicani illegali di ritornarsene in patria. Proprio per questo a oggi i messicani non sono più la maggioranza assoluta degli irregolari residenti negli Stati Uniti, nonostante restino sempre una componente importante, seppur in continua riduzione. I dati dimostrano così che l'insistenza di Trump di voler costruire il muro col Messico e di voler sanzionare lo stato centramericano, si basa dunque su stereotipi appartenenti al passato: rispetto ai 2 milioni su 3,5 di irregolari nel 1990, saliti a 6,9 su 12,2 nel 2007, ora sono scesi a 4,9 su 10,5 nel 2017.

 

 

Considerata la distribuzione tra i vari stati, tra 2007 e 2017 la popolazione di irregolari è aumentata solo in Louisiana, Maryland, Massachusetts, North Dakota e South Dakota. North Dakota e South Dakota, però, rappresentano con Montana, Wyoming, West Virginia, Maine e Vermont quel gruppo di stati con la percentuale più bassa di immigrati irregolari. In 12 stati, invece, la popolazione di irregolari è diminuita, e tra questi cinque dei sei stati che ne avevano di più:  California, Florida, Illinois, New Jersey e New York. Il sesto è il Texas, dove non sono diminuiti, ma neanche aumentati. Altri stati con meno irregolari nel 2017 che nel 2007 sono Arizona, Colorado, Georgia, Michigan, Nevada, New Mexico e Oregon. Nel resto degli Stati Uniti la situazione è sostanzialmente stabile.

 

 

Quelli che stanno aumentando sono invece i migranti centroamericani: in particolari quelli provenienti da quel “Triangolo nord” Guatemala-El Salvador-Honduras che sta in testa nelle classifiche mondiali di omicidi. Nel corso del 2017, però, sono entrati meno irregolari che nel 2007.

 

 

I dati del Department of Homeland Security indicano inoltre che in maggioranza degli irregolari non attraversa illegalmente la frontiera. Più semplicemente entrano con visti regolari e restano dopo la loro scadenza. E una sorpresa ulteriore è che tra coloro che fanno scadere il visto i messicani sono solo la seconda nazionalità: primi sono invece gli insospettabili canadesi. 

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