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Lo scandalo non fa più presa

La lezione di Trump, sopravvissuto alla madre di tutte le magagne

13 Luglio 2019 alle 06:06

Lo scandalo non fa più presa

foto LaPresse

Roma. L’unico fra i presenti nell’ufficio della Trump Tower che aveva capito era Jared Kushner: “Sapete, alla fine non penso che sia poi così male”, aveva detto, mandando il sangue alla testa a tutti i consiglieri riuniti per far fronte alla madre di tutte le crisi dell’èra trumpiana. A un mese dalle elezioni, era uscita la registrazione in cui Trump si vantava di poter possedere tutte le donne che voleva, quella del “grab by the pussy” e di tutto l’orrido contorno. Secondo tutti i consiglieri, tranne il genero, il caso avrebbe decretato la sua fine prima ancora di arrivare alle urne. Gli alleati erano fuggiti a dozzine, i finanziatori protestavano, Mike Pence era scomparso, e chiedeva aiuto al Padreterno su come sottrarsi al clima sulfureo. Reince Priebus, allora coordinatore della campagna, aveva messo il candidato di fronte a due opzioni: o subisci la più grande sconfitta nella storia , o lasci correre qualcun altro che ha qualche possibilità di giocarsela. Si sa com’è andata.

 

Il capo dei cronisti di Politico, Tim Alberta, ha ricostruito in modo certosino e cinematografico i giorni di quel dramma allora giudicato letale nel suo recente libro “American Carnage”. Alberta ha il merito di sviscerare quel caso, diventato il simbolo di un’idea che ricorre un po’ ovunque nel presente populista: non c’è scandalo, oltraggio o magagna che attecchisca davvero nella coscienza pubblica e si trasformi in rigetto, definitivo e senza attenuanti, di chi si macchia della colpa. Lo scandalo fa notizia e magari fa venire pure qualche conato agli elettori, ma alla sagra di chi la spara più grossa tutto si porta e tutto si sopporta. Il ciclo delle news che un giorno decreta la morte politica, il giorno dopo può decretare un’inaspettata resurrezione. Qual è il segreto con cui Trump ha schivato un missile che avrebbe disintegrato chiunque altro? Alberta avanza un’ipotesi: il contrattacco. Di fronte alla valanga che si abbatteva, Trump si è scusato il meno possibile e ha invece organizzato una tenace e sfacciata campagna contro Hillary convocando in conferenza stampa le accusatrici di Bill e producendosi nel dibattito elettorale più virulento di sempre. Invece di rifugiarsi tatticamente all’angolo, come un invasato ha menato pugni all’aria senza fare troppi calcoli. E lo scandalo è in qualche modo scivolato via. Qualcuno, nei circoli populisti, deve aver preso appunti.

Mattia Ferraresi

Mattia Ferraresi

Nato nella terra di Virgilio e cresciuto in quella di Tassoni, ora vive nel quartiere di Tony Manero. E’ il corrispondente dagli Stati Uniti. Ama, con il necessario distacco penitenziale, il Lambrusco e l’Inter. Ha scritto alcuni libri su cose americane e non, l’ultimo è “La Febbre di Trump” (Marsilio). Sposato con Monica, ha due figli, Giacomo e Agostino.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    13 Luglio 2019 - 17:05

    La verità, la verosimiglianza meglio, a volte è molto più semplice: non sarà per caso l'assoluta confusione dell'abbronzato nel gestire la politica estera e nel non capire i cambiamenti socioeconomici interni e di conserva l'assoluta negligenza dimostrata dalla signora Clinton (morte del diplomatico americano in Libia etc..). Un pochino come è successo in Italia dove al potere sono andati partiti aiutati dalla insufficienza della politica da Monti a Gentiloni?. Il tutto condito, a livello mondo, dalla rivoluzione digitale-mondo del lavoro--distribuzione della ricchezza e solo per l'Italia la mancanza da sempre di scelte di politica industriale. Ferraresi, le cose non avvengono a caso e il più bello (in Europa) deve ancora avvenire e probabilmente non nel modo auspicato dal Foglio.

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  • branzanti

    13 Luglio 2019 - 09:09

    La presa di potere da parte dei tiranni passa sempre attraverso la distruzione delle regole, scritte e non scritte, e l'utilizzo della violenza verbale (inizialmente). Poi ci sarà sempre una parte rozza ed ignorante della popolazione a fungere da intendenza.

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