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“A very stupid guy”

L’ambasciatore inglese offende Trump, Trump offende la May, la diplomazia va all’asilo

9 Luglio 2019 alle 20:54

“A very stupid guy”

Di speciale non c’è più niente, certo non è più speciale la “relationship” tra il Regno Unito e l’America: è una relazione disfunzionale come tante altre, al presidente americano Donald Trump piace trattarli così, i suoi alleati. L’ultimo motivo di litigio riguarda l’ambasciatore britannico a Washington, Kim Darroch, un diplomatico molto mondano e molto ospitale – Politico ha messo insieme tutti i party organizzati quest’anno da Darroch cui hanno partecipato felici molti membri dell’Amministrazione Trump – che è finito sulla prima pagina del Mail di domenica con una frase offensiva nei confronti del presidente americano (inetto, confuso, disfunzionale, insicuro).

 

Un ambasciatore non può permettersi certe parole, ma infatti il suo giudizio, semplice, diretto e, diciamolo, condiviso da molti, doveva rimanere privato, una comunicazione tra un diplomatico e il proprio governo: c’è stato un leak (su cui è stata aperta un’inchiesta: è un reato) finito nelle mani accoglienti della giornalista Isabel Oakeshott, brexitara del giro di Farage. Il governo inglese ha chiesto scusa per il linguaggio inappropriato, ma ha dato piena fiducia a Darroch. Trump però si è offeso, molto. Due giorni fa ha detto (twittato) che l’ambasciatore non è più gradito e non sarà più coinvolto dalla Casa Bianca e se l’è presa con Theresa May, che ha gestito malissimo la Brexit (gliel’avevo detto!), ma che per fortuna sarà presto sostituita da un altro primo ministro.

 

Ieri di nuovo Trump ha twittato, ancora più offeso: Darroch è “un very stupid guy” e un “pompous fool”, la May è “un disastro”. Il governo inglese ha confermato la fiducia a Darroch, ma la disfunzionalità è sotto gli occhi di tutti: la Brexit ha indebolito il Regno Unito, Trump non è un alleato affidabile, la diplomazia è diventata una rissa da asilo, scemo sarai tu. Al prossimo premier inglese poi toccherà il compito più delicato: licenziare l’ambasciatore per aggiustare la relazione con Trump o fare subito una guerricciola con l’America? Se tutto va come sembra, sarà Boris Johnson a decidere, quindi: tenetevi forte.

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