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La leader dell'opposizione venezuelana Corina Machado è stata aggredita

Attivisti picchiati e derubati da un “collettivo” di paramilitari del regime mentre marciavano nello stato di Bolívar, una delle zone del Venezuela più ricche di risorse minerarie che hanno attratto i narcoguerruglieri

25 Ottobre 2018 alle 15:45

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La leader dell'opposizione venezuelana Corina Machado è stata vittima di una aggressione in seguito alla quale ha riportato la rottura del setto nasale. Le cronache mondali sono distratte da molti altri eventi: dal brutale delitto Khashoggi agli attentati bomba negli Stati Uniti, passando in America Latina per la storia della carovana di migranti partita dall'Honduras verso il confine Usa o per l'aspettativa della presumibile elezione di Jair Bolsonaro alla Presidenza del Brasile. Ma è appunto quando i media internazionali sono distratti che la repressione del regime di Maduro si fa più dura. Questo ultimo episodio avviene a poca distanza dalla morte dell'oppositore Fernando Albán, che il regime insiste a voler far passare per un improbabile suicidio.

    

L'aggressione è avvenuta alle 18.15 venezuelane di mercoledì: la mezzanotte e un quarto italiana. Corina Machado assieme a un gruppo di attivisti stava camminando per le vie di Upata: città e centro amministrativo del municipio di Piar, nello stato di Bolívar. All'improvviso sono stati attaccati da un “collettivo” di paramilitari del regime, che oltre a menare bastonate hanno lanciato pietre e uova, impadronendosi di varie apparecchiature elettroniche. Corina Machado, appunto, è stata colpita al volto. 

     

Un'effigie dell'ex deputata Machado bruciata a Caracas, in Venezuela, il 20 aprile 2014 (foto LaPresse)


 

María Oropeza, coordinatrice nazionale della Juventud de Vente Venezuela – movimento di cui Corina Machado è lader, ha avvertito il regime che sarà ritenuto responsabile per l'incolumità di Corina Machado. L'aggressione è avvenuta pochi giorni dopo una denuncia dell'ex-presidente colombiano Andrés Pastrana, secondi cui il governo venezuelano stava preparando un attentato contro la ex-deputata, considerandola l'anima dell'ala più irriducibile dell'opposizione.

  

Lo stato di Bolívar è il più grande del Venezuela e rappresenta da solo oltre un quarto di tutto il territorio nazionale. Strategicamente ubicato ai confini con Guyana e Brasile ma anche in prossimità con la Colombia, è una delle zone del paese più ricche di risorse minerarie differenti dal petrolio, dall'oro al coltan. Proprio queste ricchezze hanno attratto la presenza di narcos e narcoguerruglieri, che Corina Machado accusa di essere in combutta con le squadracce che l'hanno attaccata.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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