La Corte prende tempo

Perché il trionfo del pasticciere che non fa torte per sposi gay non risolve la guerra sulla libertà religiosa

Mattia Ferraresi

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ferraresi@ilfoglio.it

6 Giugno 2018 alle 06:00

La Corte prende tempo

Debbie Reynolds, Gene Kelly, Jean Hagen in una scena di Singin In The Rain

New York. Il caso del pasticciere del Colorado Jack Phillips, che in nome delle sue convinzioni religiose si è rifiutato di fare una delle sue torte personalizzate per celebrare un matrimonio fra due uomini, era il più complicato da risolvere dal punto di vista dei princìpi astratti e generali, ma la Corte suprema ha trovato facilmente il modo di sedare il conflitto nella sua dimensione concreta e particolare. Il pasticciere è diventato parte discriminata, e dunque ha vinto la sua...

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