Una torta per festeggiare la libertà

Il pasticcere che non ha servito i gay vince (ma non troppo) la giusta battaglia

4 Giugno 2018 alle 21:03

Una torta per festeggiare la libertà

Foto LaPresse

La Corte suprema americana si è espressa in favore di Jack Phillips, il pasticcere del Colorado che, per motivi religiosi, si è rifiutato di fare una delle sue artistiche torte nuziali per una coppia gay, caso che ha dato origine a una disputa sul rapporto fra libertà religiosa e divieto di discriminazione. Phillips ha ottenuto una vittoria numericamente abbondante (7-2) ma giuridicamente ristretta, perché si poggia sul fatto che la commissione dei diritti civili che ha contestato la scelta di Phillips come discriminatoria “ha mostrato alcuni elementi di chiara e inaccettabile ostilità verso le sincere motivazioni religiose che motivavano la sua obiezione”.

 

La libertà in una torta

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Il pasticcere è stato vessato da una commissione che ha tradito la sua animosità ideologica con dichiarazioni e commenti incompatibili con le sue pretese di imparzialità, e questo ingiusto trattamento ha portato dalla parte dei conservatori anche i giudici liberal Elena Kagan e Stephen Breyer e l’eterno indeciso Anthony Kennedy, che ha scritto l’opinione della maggioranza. La sentenza è una vittoria netta per i difensori della libertà religiosa, ma lascia margine perché casi analoghi vengano risolti in modo opposto: se Phillips non avesse trovato davanti a sé una commissione per i diritti civili chiaramente orientata ideologicamente, forse la disputa si sarebbe conclusa in modo diverso. 

 

Per mettere a verbale il senso di una vittoria mutilata, il conservatore Clarence Thomas ha scritto un parere separato in cui spiega che è stata presa la decisione giusta per le ragioni sbagliate. Allo stesso tempo, l’opinione afferma chiaramente che “le obiezioni religiose e filosofiche al matrimonio gay sono idee protette e in alcuni casi forme di espressione protette”. Non un passo irrilevante nella marcia della libertà.

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Commenti all'articolo

  • GioMag

    05 Giugno 2018 - 10:10

    E di questo passo nel nome della libertà di religione impresa e opinione reintrodurranno senza problemi le toilettes separate per bianchi e "colored"? Se uno pensa che il matrimonio tra omosessuali sia contrario alla propria religione, non si sposi con una persona del suo stesso sesso. Ma discriminare quelli che non lo pensano è ben altra cosa.

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    • adebenedetti

      05 Giugno 2018 - 16:04

      Penso che lo Stato non mi debba obbligare a fare cose che siano contrarie alla mia religione. Il pasticere nel suo negozio serviva tutti.Non c`era nessuna discriminazione. Le sue torte grazie alle sue decorazioni e figure erano delle vere e proprie opere d`arte . Il pasticere esprimeva il suo essere e il suo talento,che per lui e` un dono divino, nel suo lavoro. La coppia di omosessuali poteva comperare una delle tante torte che erano nel negozio e fatte sempre dallo stesso pasticere ma non pretendere e obbligare un ARTISTA di fare cio` che e` contrario al suo credo religioso. Era cosi` convinto che e` arrivato alla Corte Suprema per non subire quella che io chiamo una prepotenza.

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  • lucafum

    04 Giugno 2018 - 22:10

    E mentre a Costantinopoli si discuteva delle figurine sulle torte.....

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