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Il maquillage del potere

La caduta di Vincent Bolloré, detto l’Africano, non cambia gli equilibri tra i potenti di Francia. Macron li sostiene ma, a un anno dalla sua elezione, deve battere l’illusione del tutto e subito

30 Aprile 2018 alle 12:40

Il maquillage del potere

Emmanuel Macron (foto LaPresse)

Prima Nicolas Sarkozy poi il suo amico Vincent Bolloré; per entrambi galeotta fu l’Africa, entrambi vengono messi sotto accusa a distanza di un mese dalla magistratura di Nanterre, specializzata in corruzione e reati finanziari. Simul stabunt, simula cadent? Siamo di fronte a un rimescolamento nei poteri politici ed economici, sotto la spallata del potere giudiziario o forse è tutta opera di un giudice istruttore d’assalto come Serge Tournaire, che ha già messo sotto torchio molti potenti, gaullisti, socialisti o liberali....

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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