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D'Alema straparla su Israele

Prima di accusare Gerusalemme di apartheid si faccia un giro in Cisgiordania

19 Dicembre 2017 alle 06:00

D'Alema straparla su Israele

Massimo D'Alema (foto LaPresse)

“L’idea di chiudere i palestinesi dentro delle enclave, una sorta di Bantustan, era stata dei boeri in Sudafrica, e poi si è visto come è andata a finire”. Così l’ex premier e ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, interviene contro Israele dopo la decisione americana di riconoscere Gerusalemme capitale dello stato ebraico. Il regime segregazionista sudafricano fondava la propria politica di separazione tra neri e bianchi su una differenziazione di carattere ontologico razzista. Nulla del genere esiste in Israele, una società multietnica e multireligiosa nella quale gli arabi israeliani godono degli stessi diritti sociali e civili degli ebrei israeliani, dei cristiani israeliani e di altre minoranze etnico-religiose presenti nel paese. Fanno parte dell’esercito, sono eletti alla Knesset, occupano posizioni istituzionali prestigiose (la Corte suprema israeliana è presieduta da un arabo) e possono accedere alle medesime occupazioni di tutti gli altri cittadini. Nulla di simile esisteva in Sudafrica. Ma poco importa per l’agenda dei denigratori alla D’Alema, che dipinge la West Bank come una sorta di Bantustan. Mentre in Israele esiste un venti per cento di arabi, lo stato palestinese agognato da D’Alema senza mai prendere in considerazione le preoccupazioni israeliane dovrebbe costruirsi sulla cacciata di ogni singolo ebreo (lo ha detto chiaramente Abu Mazen). Come è successo a Gaza dal 2005. All’ingresso di ogni area palestinese c’è una insegna: “Pericolo, vietato l’ingresso agli israeliani”. In quelle israeliane va da sé che non esiste nulla di tutto questo. Ma D’Alema, asserragliato nei suoi pregiudizi, questo non può saperlo.

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Commenti all'articolo

  • quadroemerito

    20 Dicembre 2017 - 17:05

    C'è un errore nel titolo. D'Alema straparla. E basta!

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    19 Dicembre 2017 - 21:09

    Brava "Redazione". da poco sono tornato da quell'area e da quel che ho visto e sentito qua e là dalle varie campane, condivido. Ovviamente è una situazione di tensione continua, date le differenze e distanze di mentalità, di cui però gli israeliani costituiscono l'avanguardia civilmente più avanzata. La forza di Israele sta anche, per non dire soprattutto, negli ebrei sparsi in tutti i paesi del mondo e che rientrano in patria conferendo il loro prezioso bagaglio di esperienze vissute, che riportano da tutte le nazioni ove vissero. Potremmo perciò dire non solo che Israele è l'unica democrazia immersa come ciliegina in un cuofano di dittature, ma che costituisce un modello di democrazia multiculturale unico al mondo - dopo gli USA che però negando il loro IN GOD WE TRUST appaiono ridotti ad un immenso campo-profughi di dispersi mentali e rinnegati apolidi culturali. Bisogna sostenere Israele: certo, con juicio.

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  • garinperin

    19 Dicembre 2017 - 17:05

    Qualcuno dica a D'Alema che siamo molto preoccupati per lo stato di salute del suo cervello ..ma come mai abbiamo creduto per anni che fosse cosciente di quel che diceva??

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  • guido.valota

    19 Dicembre 2017 - 17:05

    I veri campioni capiscono quando è ora di ritirarsi. D'Alema ha collezionato solo fallimenti - il prossimo sarà alle politiche - e continua a gareggiare facendosi compatire come quel brocco che è, al netto del culto comunista della personalità. A proposito: 'Bantustan' l'ha detto lui, dei suoi amici arabi.

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