cerca

C’è Koalition e Koalition. Pressioni dell’Spd su Schulz per un accordo con la Merkel

Perché il presidente della Repubblica e il partito socialista stanno cercando di convincere il segretario ad accettare un nuovo accordo con la Cdu

22 Novembre 2017 alle 18:23

C’è Koalition e Koalition. Pressioni dell’Spd su Schulz per un accordo con la Merkel

Martin Schulz con Angela Merkel (foto LaPresse)

Esclusa la possibilità della coalizione Giamaica, vagliate le ipotesi di un governo di minoranza, di un'altra maggioranza (impossibile), di nuove elezioni, il futuro della Germania potrebbe non essere diverso dal recente passato, ossia dal terzo governo Merkel. La Grosse Koalition esclusa a gran voce dal segretario dell'Spd, Martin Schulz, potrebbe essere ancora un'opzione. Schulz l'ha sempre esclusa – "un accordo con la Cdu è fuori discussione" – ma il nein di ieri oggi non è stato riproposto ed è stato sostituito con un più moderato: “L'Spd è pienamente consapevole delle proprie responsabilità", addolcito ancor più dalla certezza che "troveremo una buona soluzione per il nostro paese nei prossimi giorni o nelle prossime settimane". Insomma, "nulla al momento può essere a priori escluso".

E' la rivincita del principio base della Germania, quel “sehr praktisch”, molto pratico, su cui si fondano la cultura tedesca, le abitudini e le aziende, vita privata e vita economica. Praticità e funzionalità.

Martin Schulz ha provato a seguire un indirizzo politico basato sul disimpegno governativo, convinto che la Jamaika-Koalition potesse reggere: quattro anni all'opposizione per riformare il partito, per sistemarlo e renderlo di nuovo competitivo dopo il fallimento delle ultime elezioni. Ma il progetto di un governo Cdu-Verdi-Fdp non ha retto, si è afflosciato ancor prima di nascere dopo la chiusura delle trattative da parte dei liberali. Con il saluto del leader dell'Fdp, Christian Lindner, alle contrattazioni ecco che il tempo dell'ideologia è finito pure in casa socialista. "C’è sempre più pressione su Schulz perché in molti considerano irresponsabile il suo atteggiamento”, ha detto l’ex deputato Spd ed ex presidente della commissione Difesa del Bundenstag Reinhold Robbe. Irresponsabile nei confronti del partito, perché “nuove elezioni sarebbero un grosso problema” ha detto il vicepresidente Ralf Stegner, ma soprattutto verso il paese: "Dopo il fallimento della coalizione Giamaica e l'inizio di nuovi colloqui esplorativi, ci troviamo in una situazione decisamente diversa rispetto alla sera post elettorale, quando il nostro partito aveva escluso la riproposizione della Grosse Koalition", ha detto alla Sueddeutsche Zeitung l'ex ministro della Sanità Ulla Schmidt, aggiungendo che "i colloqui con Steinmeier (il presidente socialdemocratico della Repubblica federale, ndr) devono condurre il più rapidamente possibile a un governo capace di governare. Abbiamo abbastanza problemi in Europa e anche in Germania per aspettare ancora".

 

Serve un governo e serve molto pragmatismo per formarlo. La pressione del capo dello stato sul suo partito per un ritorno alla stabilità politica è sempre più forte e gran parte dell'elettorato socialista (secondo un sondaggio della Welt, oltre il 60 per cento) non sarebbe sfavorevole a un ritorno al governo. La Cdu poi si è sempre dimostrata possibilista a una riedizione della Grosse Koalition. Perché forse ha ragione Lindner a dire che "meglio non governare che governare male", ma Merkel rimane sempre dell'idea che sia meglio governare e farlo bene.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • mario.patrizio

    23 Novembre 2017 - 12:12

    La politica è quella che è, non solo l'arte del possibile è ricerca del consenso. I limiti alla sua azione sono di natura culturale, della classe dirigente e dell'elettorato. Si potrebbe aggiungere che la prima alleva la seconda.

    Report

    Rispondi

  • jerrypummarola

    22 Novembre 2017 - 22:10

    Trattasi della versione teutonica di una manfrina già vista altrove. In Germania come altrove, le politiche dei partiti di "centro-destra" e "centro-sinistra" coincidono ampiamente. Noi l'abbiamo capito e abbiamo fatto il patto del Nazareno, in francesi ne hanno preso atto e hanno agito a modo loro, in grande stile e con efficacia, con il Deus ex Machina Macron. La SPD ha cercato di smarcarsi per ritrovare un'identità e risalire nei consensi. Ma non possiamo permetterci questi giochetti, bisogna governare e allora sì, vai con la Grosse Koalition: se ci sarà da costringere la CDU a delle misure di tutela dei deboli, Schulz saprà negoziare come si deve (del resto già nel 2013 Gabriel, in cambio del sostegno alla Merkel, chiese e ottenne il salario minimo).

    Report

    Rispondi

  • lorenzolodigiani

    22 Novembre 2017 - 21:09

    Speriamo si riesca a domare Schulz. Una Grosse Koalition tra Cdu e Spd sarebbe, per me, tranquillizzante. Con buona pace del Cav e del suo nemico kapo.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Novembre 2017 - 19:07

    "Serve un governo e serve molto pragmatismo per formarlo." Il bello è che da noi un governo che possa "governare" non interessa a nessuno. Sarebbe la morte di tante frammentazioni che danno da vivere.

    Report

    Rispondi

Servizi