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Si dimette Philippot, l'artefice della trasformazione del Front national

Era la testa pensante della dédiabiolisation, la strategia immaginata da Marine Le Pen nel 2011. Considerato fino a pochi mesi fa uno degli uomini più vicini alla leader, ha deciso di lasciare il partito dopo una una serie di accuse contro di lui

21 Settembre 2017 alle 10:38

Si dimette Philippot, l'artefice della trasformazione del Front national

Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale francese, con Florian Philippot presenta il programma per gli anziani

Florian Philippot si è dimesso dalla vicepresidenza del Front national. Philippot, considerato fino a pochi mesi fa uno degli uomini più vicini a Marine Le Pen, ha deciso di lasciare il partito che ha contribuito a guidare negli ultimi anni a causa di una serie di accuse contro la sua persona cominciate dopo il disastroso dibattito tra primo e secondo turno contro Emmanuel Macron ed esplose nelle ultime settimane.

  

Philippot è l’artefice della trasformazione del Front national, la testa pensante della dédiabiolisation, la strategia immaginata da Marine Le Pen nel 2011 dopo aver conquistato la presidenza del partito ed estromesso il padre e fondatore, Jean Marie, da tutti gli incarichi tranne la presidenza onoraria. Enarca, ex funzionario al ministero dell’Interno, l’ex vicepresidente era uno dei nuovi volti della gestione Marine: la linea Philippot è ciò che ha permesso al partito di estrema destra di ripulire la propria immagine e rivolgersi a un pubblico più ampio composto anche da persone che fino all’avvento di Le Pen figlia non avrebbero mai preso in considerazione l’idea di un voto frontista.

 

   

Il politologo Pascal Perrineau, uno dei massimi esperti del Front national ed autore di “Cette France de gauche qui vote FN”, questa Francia di sinistra che vota Fn in libreria dallo scorso giugno, ha più volte scritto che, nonostante la sconfitta elettorale di Marine Le Pen alle presidenziali, è stata proprio la strategia del potentissimo ex vice presidente a far “decollare” il Front national, passato da 6,4 milioni di voti al primo turno nel 2012 a 7,6 nel 2017, e capace di raccogliere il 33,9 per cento dei voti al secondo turno, massimo risultato mai raggiunto (il padre, nel 2002 si fermò al 18 per cento). La sconfitta però è stata vissuta in maniera traumatica tra i lepenisti, convinti che la posizione sovranista, la proposta di uscita dall’euro e dall’Europa come cardine del programma e la linea sociale imposta da Philippot avessero irrimediabilmente compromesso la possibilità non solo di vittoria, ma anche di sconfitta dignitosa: il secondo turno delle presidenziali si è trasformato in un referendum per uscire dall’euro al quale i francesi hanno risposto con un secco no.

    

Proprio per questo in molti hanno chiesto una rifondazione del partito e un suo ritorno ai fondamentali: immigrazione e identità francese. I principali protagonisti di questa nuova svolta sono Nicolas Bay, il segretario, e Gilbert Collard unico deputato frontista da due legislature e considerato molto vicino a Marion Maréchal Le Pen, la nipote di Marine popolarissima tra i militanti, che ha deciso di sospendere l’impegno politico dopo la sconfitta di maggio. Philippot ha avuto moltissimi scontri proprio con Marion Maréchal, su temi come il matrimonio omossesuale (Marion Le Pen si è schierata contro, Philippot è gay dichiarato), l’aborto (Philippot è favorevole, Marion Le Pen ha una posizione molto ambigua) e, soprattutto, l’euro. E, dicono, la decisione di Marion Maréchal di lasciare momentaneamente gli incarichi è legata all’influenza del vicepresidente sulla zia e alle tensioni accumulate negli ultimi anni.

 

Per evitare di perdere il capitale politico acquisito Philippot aveva creato la propria associazione, “Les Patriotes”, con l’obiettivo di continuare a sostenere l’uscita dall’euro nonostante i malumori dei militanti e di moltissimi dirigenti. Il nuovo ruolo di Philippot aveva subito aumentato le polemiche nei suoi confronti, gli inviti a chiarire la sua posizione o addirittura ad abbandonare l’associazione, giudicata destabilizzante e incompatibile con il suo ruolo al Front national.

 

Ieri la situazione è precipitata, Marine Le Pen ha chiesto a Philippot di mettere fine al “conflitto di interessi” tra i due incarichi, ricevendo un secco rifiuto dall’interessato durante la trasmissione “Punchline”. La risposta è arrivata subito dopo: “Florian Philippot non ha messo termine al conflitto d’interessi che risulta dalla sua doppia responsabilità. Ho per questo deciso di ritirare la sua delega alla strategia e alla comunicazione. La sua vicepresidenza sarà quindi, da ora in poi, senza alcuna delega”, ha scritto la presidente del Front national in un comunicato.

 

Stamattina, invitato su France2 per commentare la decisione, Philippot si è dimesso: “Mi dicono che sono vicepresidente di nulla. Ascolti, io non ho il senso del ridicolo, e non ho mai avuto il gusto del far niente, quindi sì, certo che lascio il Front national”.

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