Angela Merkel e Donald Trump durante il loro incontro dello scorso marzo a Washington (foto LaPresse)

Come sarà il futuro dell'Ue senza Trump, spiegato da Merkel

Luca Gambardella

La cancelliera, al Parlamento di Berlino, attacca il presidente americano sull'accordo di Parigi e il protezionismo e blinda l'asse con Macron. Si preannunciano nervi tesi in vista del G20 di Amburgo

Roma. L'asse con la Francia, maggiori poteri all'Unione europea, critica dura all'isolazionismo politico e commerciale degli Stati Uniti di Donald Trump. Il discorso con cui la cancelliera tedesca Angela Merkel si è rivolta oggi al Parlamento traccia così, in estrema sintesi, l'idea che ha Berlino per il futuro dell'Ue. L'asse Francia-Germania è il nodo centrale del suo discorso, che doveva spiegare ai parlamentari gli esiti del Consiglio europeo dello scorso weekend. "La Francia e i nostri partner nell'Ue", dice Merkel per sottolineare che sarà Macron l'altro pilota, insieme a Berlino, dell'Ue post Brexit. "Ho parlato con il presidente francese Emmanuel Macron – ha continuato la cancelliera – e siamo d'accordo su un piano a medio termine per potenziare l'Ue e l'Eurozona a prescindere dalla Brexit". Per Merkel gli interessi rispettivi dei due paesi "sono connessi nel modo più stretto possibile".

 

 

Il processo di emancipazione di Francia e Germania dagli Stati Uniti e dal Regno Unito continua a ritmi serrati, con dichiarazioni pubbliche, sia di Macron sia di Merkel, tanto esplicite sulla necessità di un rafforzamento dell'integrazione europea, quanto di biasimo nei confronti di Trump. D'altra parte, Merkel viaggia verso il suo quarto mandato senza che il suo rivale, il socialdemocratico Martin Schulz, riesca ad arginare l'impennata di consensi che i sondaggi danno alla cancelliera. Anche per questa ritrovata serenità in vista del voto di settembre, mercoledì Merkel ha improvvisamente aperto ai matrimoni gay, cambiando idea rispetto al passato (il voto al Bundestag è previsto per venerdì, in tempi record).

 

E anche oggi, senza remore ma con l'accortezza di non citare mai espressamente Trump, Merkel ha sferzato l'Amministrazione americana in vista del G20 di Amburgo (in programma il 7 e l'8 luglio la Germania avrà la presidenza del gruppo), facendo intendere alla Casa Bianca che l'accoglienza sarà un tantino più fredda rispetto a quella riservata a Trump al G7 di Taormina. Il ritiro di Washington dagli accordi di Parigi dimostra che "l'Europa deve prendere il suo destino nelle sue mani", ha detto la cancelliera, che con il suo ritrovato ottimismo ha aggiunto che "siamo ancora più determinati che questo possa essere un successo" perché "non possiamo aspettare che rimanga l'ultimo uomo sulla Terra per convincerci delle prove scientifiche sul cambiamento climatico". E poi c'è il nodo del protezionismo. L'apertura commerciale degli Stati Uniti, sabotata da Trump, sarà messa sul tavolo ad Amburgo, senza attendersi svolte significative ma almeno per chiarire che l'Europa ha un'idea chiara e alternativa: il protezionismo "non è un'opzione" e l'economia va intesa come "un mondo interconnesso". Discutere con Trump ad Amburgo su questioni come clima, terrorismo e commercio, ha ammesso la cancelliera, sarà difficile. Ma "non abbiamo scelta. L'Europa deve assumersi maggiori responsabilità".

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  • Luca Gambardella
  • Sono nato a Latina nel 1985. Sangue siciliano. Per dimenticare Littoria sono fuggito a Venezia per giocare a fare il marinaio alla scuola militare "Morosini". Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche a Gorizia. Ho vissuto a Damasco per studiare arabo. Un paio di tirocini al ministero Affari esteri e al Parlamento europeo, abbastanza per capire che dovevo fare altro. Nel 2012 sono andato in Egitto e ho iniziato a scrivere di Medio Oriente e immigrazione come freelance. Dal 2014 lavoro al Foglio.it