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Come funziona la controinformazione di Maduro per disinnescare l'opposizione

Il governo di Caracas attiva anche le ambasciate in Europa per bollare i manifestanti come terroristi e accusare la stampa di dare informazioni falsate

10 Maggio 2017 alle 19:13

Come funziona la campagna di disinformazione di Maduro per disinnescare l'opposizione

Una delle manifestazioni anti-Maduro a Caracas (foto LaPresse)

“Non riconosciamo la convocazione di un‘Assemblea costituente perché è completamente antidemocratica”. Così Luis Almagro, segretario dell’Organizzazione degli stati americani, ha manifestato il suo sostegno ai deputati dell’Assemblea nazionale che in Venezuela hanno dichiarato la “incostituzionalità e la nullità dei decreti sulla fraudolenta convocazione di una Costituente fatta dal presidente della Repubblica”. All’unanimità, visto che la minoranza dei deputati chavisti non ha partecipato. Uomo di sinistra ed ex ministro degli Esteri del presidente tupamaro Pepe Mujica, Almagro ha ribadito la condanna della comunità internazionale a un governo “che ha le mani macchiate di sangue e il cui unico interesse è mantenersi al potere”.

 

Il governo di Caracas risponde alle accuse con una campagna mediatica che intende criminalizzare gli oppositori. Dopo che Leopoldo López è stato condannato a 14 anni, dopo che i governatori Capriles e Guarulla sono stati privati dell’eleggibilità per 15 anni, dopo che Maduro ha dato l’ordine di far processare i manifestanti (civili) dai tribunali militari, adesso il governo di Caracas annuncia lo smantellamento di una “cellula insurrezionale armata” che si stava preparando ad agire alla periferia della capitale, sospettata persino di essere sostenuta dal presidente dell’Assemblea nazionale, l'oppositore Julio Borges. Secondo il vicepresidente Tareck El Aissami, la banda avrebbe progettato l'attacco a una base militare per incendiare aerei ed elicotteri ed è composta da sei persone, tutte arrestate. Secondo il comunicato delle autorità governative, i sei “si stavano addestrando a usare le armi”. In sostanza, i fermati sono sospettati di avere provato a fare esattamente quello che già fanno 200.000 militanti del partito chavista, sostenuti dal governo e appena mobilitati per “formare 920 battaglioni pronti ad agire in ogni scenario”. Ma per ora, l’opposizione a Maduro si limita a usare le cosiddette “Bombe Puputov”, i “gavettoni” di escrementi che i manifestanti minacciano di usare nelle prossime proteste. “Merda contro gas!”, dicono. Con Marielys Valdéz, Inspectora General de Tribunales in Venezuela, che sostiene che le “Puputov” configurerebbero una “arma biologica”, vietata dalle leggi internazionali.

 

 

Le ultime notizie che arrivano dal Venezuela aiutano a inquadrare la dura campagna che da un po’ di tempo varie ambasciate venezuelane all’estero hanno iniziato. Lo scopo di questa campagna di controinformazione definisce gli oppositori come “terroristi”. In prima linea c'è l’ambasciata in Italia. Sulla sua pagina Twitter, oltre a un’immagine di Papa Francesco che chiede il dialogo tra governo e opposizione, c'è una lunga serie di tweet che invece sono ben poco dialoganti e che bollano gli oppositori venezuelani come terroristi e i media che sembrano sostenerli come loro fiancheggiatori. I tweet recitano così: “Respingiamo la manipolazione mediatica, la violazione sistematica del legittimo diritto di replica e la mancanza di ‘controparti’ nello scenario mediatico italiano”; “Manifestanti 'pacifici' in Venezuela con armi da fuoco. Censurato dalla stampa in Italia”; “Manifestazioni pacifiche in Venezuela?Italia, quello che la dittatura dei media non diffonde”; “Chiediamo rispetto e obiettività alla stampa e ai portavoci in Italia”.

 

Una campagna che, attraverso la sua ambasciata, coinvolge anche la Spagna. Il sito della sede diplomatica informa che esiste un Comité de Víctimas de la Guarimba (che vuol dire “protesta”, ndr) y el Golpe Continuado en Venezuela, che sta girando per la Spagna a mostrare “prove della cruenta violenza di settori dell’opposizione scatenata dal 2014 e che ha già fatto più di 80 vittime”; un’iniziativa rilanciata anche dalla pagina Twitter dell’ambasciata a Washington. Mentre dalla sede diplomatica in Francia si denuncia che “l’opposizione venezuelana favorisce il bioterrorismo”. Insomma, i gavettoni di escrementi come le armi chimiche.

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