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Il Papa: "Profondo dolore per gli scontri e la violenza in Venezuela"

Messaggio di Francesco ai vescovi del paese sudamericano. "Vi assicuro che sto seguendo con grande preoccupazione la situazione dell’amato popolo venezuelano"

8 Maggio 2017 alle 14:04

Il Papa: "Profondo dolore per gli scontri e la violenza in Venezuela"

Papa Francesco (LaPresse)

Roma. "Vi assicuro che sto seguendo con grande preoccupazione la situazione dell'amato popolo venezuelano, con profondo dolore per gli scontri e la violenza di questi giorni, che hanno provocato numerosi morti e feriti, che non aiutano a risolvere i problemi ma provocano solo ulteriore sofferenza e dolore". Si rivolge così, Papa Francesco, in un messaggio rivolto ai vescovi del Venezuela. Il testo è datato 5 maggio, ma solo poche ore fa la locale Conferenza episcopale ha deciso di divulgarlo.

 

"Sono convinto che i gravi problemi del Venezuela si possono risolvere se c'è la volontà di costruire ponti, di dialogare seriamente e di portare a termine gli accordi raggiunti. Vi esorto a continuare a fare tutto il necessario per rendere possibile questo difficile cammino". Il Papa, nel messaggio, esprime "profondo dolore per gli scontri e la violenza di questi giorni, che hanno provocato numerosi morir e feriti, che non aiutano a risolvere i problemi ma provocano solo ulteriore sofferenza e dolore".

 

Francesco ricorda la situazione dei vescovi, dei sacerdoti, delle religiose e dei laici che condividono la situazione del popolo venezuelano, che "sta soffrendo per la mancanza di cibo e medicine, e in alcuni casi, hanno subito attacchi personali e atti violenze nelle chiese. Desidero manifestare la mia solidarietà con ciascuno di voi e ringraziarvi per la vicinanza al gregge che vi è stato affidato, specialmente i più poveri e bisognosi".

 

Infine, un ringraziamento ai vescovi per le iniziative volte a "promuovere la solidarietà e la generosità tra i venezuelani" e per gli appelli finalizzati "a evitare qualunque forma di violenza, a rispettare i diritti dei cittadini e difendere e promuovere la dignità umana e i diritti fondamentali". L'appello finale è un'esortazione per "gli amati figli del Venezuela", perché non si lascino "vincere dalla sfiducia o dallo scoraggiamento, mali che penetrano nel cuore delle persone quando non vedono prospettive di futuro".

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    09 Maggio 2017 - 10:10

    Con tutto il rispetto e l'assoluta partecipazione al dolore di Sua Santità per la tragedia dell'amato popolo venezuelano manifestato nell'accorato messaggio pontificio ai vescovi, ben comprendo l'appello a costruire ponti e a dialogare seriamente nel segno dell'amore e della solidarietà. Ma per intanto non sarebbe pure il caso di riflettere se con scontri mortali e fratricidi per le strade nulla c'entri l'utopia del socialismo bolivariano dei conduttori Chavez e Maduro, fino all'altro giorno non tanto mal considerato nella chiesa francescana? Chiedo fin d'ora umilmente scusa e misericordioso perdono se mi sbaglio.

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