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Inconscio pro Trump

La sconfitta di Hillary è quella della sinistra che pensava di avere in pugno il senso della storia

15 Novembre 2016 alle 06:12

Inconscio pro Trump

Un sostenitrore di Donald Trump a Washington (foto LaPresse)

Prima di sapere che Trump aveva vinto, l’altra mattina, dopo essere andato a dormire incerto, ho aperto gli occhi e mi sono detto: “Ha vinto Trump”. Chi me lo aveva annunciato in sogno? Me lo aveva annunciato l’inconscio, quel luogo della cosiddetta interiorità nel quale tendiamo a nascondere molte cose e in cui le idee hanno meno autorità delle intuizioni e degli istinti. In effetti è stato il vasto inconscio sociale degli americani ad abbracciare, come in sogno, Donald Trump...

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Alfonso Berardinelli

Roma 1943. Critico letterario e saggista, si è dimesso dall’insegnamento universitario nel 1995, lavora oggi fra editoria e giornalismo, dirige la Scheiwiller Prosa e Poesia. Fra i suoi libri: “L’esteta e il politico: sulla nuova e piccola borghesia” (1986), “L’eroe che pensa: disavventure dell’impegno” (1997), “Autoritratto italiano” (1998), “Stili dell’estremismo” (2001), “La forma del saggio” (2002), “Che noia la poesia” (2006, con H. M. Enzensberger), “Casi critici: dal postmoderno alla mutazione” (2007), “Poesia non poesia” (2008).

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