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Brexit, l'identità europea non esiste

Oggi si vota, le profezie sul futuro del Regno Unito e nostro sono molte. Alcuni politici, esperti e giornalisti ci dicono come dovrebbe essere un’Ue che funziona, tra integrazione e risentimento.

23 Giugno 2016 alle 11:14

Brexit, l'identità europea non esiste

In Gran Bretagna oggi si vota al referendum sulla Brexit (foto LaPresse)

Oggi si vota nel Regno Unito al referendum sulla permanenza nell’Unione europea. In gioco non c’è soltanto lo status britannico ma il futuro di tutto il continente. Abbiamo chiesto ad alcuni esperti internazionali che cosa pensano di questa consultazione e soprattutto come immaginano, come sognano, un’Europa che funziona. Per alcuni la Brexit è un’opportunità anche per il continente, per altri un disastro, tutti dicono che è necessario, comunque vada, reagire in fretta. Ecco l'intervento di Olaf Henkel. Tutti gli altri interventi sono disponibili nel Foglio di oggi, che potete scaricare qui.


 

L’Europa che sogno è una confederazione di stati autonomi. Charles De Gaulle diceva che in tempi di grandi progressi tecnologici e di globalizzazione, l’essere umano ha bisogno di ritrovare un legame più forte con la propria patria, con la propria regione, con la propria nazione. In questo momenti di cambiamenti che coinvolgono non solo il paese ma la vita di ogni singolo individuo diventa forte il desiderio di trovare stabilità, di avere delle radici. Ed è di queste radici che oggi molti sentono l’esigenza. Non di una sovrastruttura statale che agisce esattamente nel senso opposto. L’Unione europea che io vorrei e auspico per il futuro dovrebbe ritirarsi gradualmente da tutti quegli ambiti che non le competono. Dovrebbe limitarsi a intervenire lì dove uno stato da solo non otterrebbe lo stesso risultato. Per esempio nel mercato unico che peraltro deve essere ancora completato.

 

Certo, deve anche veicolare i valori europei: innanzitutto il rispetto dei diritti umani e i principi democratici su cui si fonda. Ma non deve intromettersi nell’istruzione o su come sostenere il progresso sociale, economico. Questi sono compiti che si assolvono a livello comunale, regionale, statale. Sono contro l’omologazione che soffoca le peculiarità dei singoli paesi. L’identità europea non esiste. Prendiamo Verdi, era un compositore italiano, prendiamo Goethe, era un poeta tedesco. Non conosco invece una musica cosiddetta europea o una poesia europea. E non sono nemmeno mai stato in un ristorante europeo. L’Unione europea del futuro sarà forte se saprà agire unita nelle questioni globali e se al tempo stesso non distruggerà le radici dei suoi stati membri.


Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca, cofondatore dell’AfD, da cui è uscito insieme al fondatore Bernd Luke. Oggi guidano insieme il nuovo partito Alfa (testo raccolto)

 

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