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Amnesia in moschea

Dal Cairo a Baltimora, quel che manca nel solito rito obamiano

4 Febbraio 2016 alle 06:17

Amnesia in moschea

Usa, prima storica visita di Obama in una moschea

Obama ha compiuto la sua prima, storica visita in una moschea negli Stati Uniti. Un momento tipicamente americano, l’omaggio di un presidente al patriottismo delle fedi, “l’abbraccio della moschea con la sinagoga”. Un momento tipicamente obamiano, il ritorno in moschea: Obama iniziò con la visita al Cairo in una moschea e fu un discorso tragico. C’erano tutti i semi della sua ritirata.

 

Ora apre l’ultimo anno in un’altra moschea. E’ il gesto di appeasement di chi ha trascorso otto anni ad ammansire i due grandi poli dell’islamismo mondiale: l’Iran khomeinista e la Fratellanza musulmana. Dalla regina d’Olanda a Trudeau a Obama, è il vizio di una certa classe dirigente liberal recarsi in una moschea a chiedere scusa per la “retorica inaccettabile”. Inaccettabile è che le frange radicali dell’islam abbiano dichiarato guerra all’occidente. Questo Obama non lo ha detto. Mai.

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