cerca

Perché da oggi Rohani sarà in Italia (e poi in Francia)

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha lasciato questa mattina Teheran per recarsi a Roma nella sua prima tappa del tour europeo. La visita si svolge su invito dei suoi omologhi italiano e franceso e durerà quattro giorni, prima a Roma e poi a Parigi. Quella di Rouhani è la prima visita di Stato in Europa, dove è previsto un incontro con alti funzionari di entrambi i paesi.

25 Gennaio 2016 alle 09:49

Perché da oggi Rohani sarà in Italia (e poi in Francia)

Il presidente iraniano Hassan Rohani (LaPresse)

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha lasciato questa mattina Teheran per recarsi a Roma nella sua prima tappa del tour europeo. La visita si svolge su invito dei suoi omologhi italiano e franceso e durerà quattro giorni, prima a Roma e poi a Parigi. Quella di Rouhani è la prima visita di Stato in Europa, dove è previsto un incontro con alti funzionari di entrambi i paesi. E’ passato più di un decennio da quando un presidente iraniano ha visitato una nazione dell'Unione Europea. "L’Italia è la nostra porta verso l’Europa" ha recentemente dichiarato l'ambasciatore dell'Iran a Roma: Rohani attraverserà questa porta oggi, lunedì 25 gennaio, per iniziare il suo tour diplomatico europeo che aveva interrotto a causa degli attentati del 13 novembre scorso a Parigi.

 

Sarà accompagnato da una delegazione di 120 imprenditori e sei ministri per una serie di incontri con i capi delle aziende italiane ma anche con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il presidente della Repubblica Sergio Matterella e con Papa Francesco. La guerra in Siria e contro l’Isis, così come i rapporti con Israele o il rispetto dei diritti dell'uomo da parte dell'Iran sono temi che saranno affrontati; ma sono gli incontri a carattere economico quelli che costituiranno i cuore del primo viaggio di Rouhani in Europa dopo la fine delle sanzioni internazionali. Le missioni degli imprenditori italiani a Teheran si sono moltiplicate negli ultimi tempi e ora i più eminenti rappresentanti del Made In Italy sono in ordine di battaglia per conquistarsi quote di un mercato popolato da 80 milioni di potenziali consumatori in un paese che dal 2000 al 2010 ha conosciuto una crescita economica media del 5 per cento, che quest'anno dovrebbe raggiungere il 6 per cento.

 

Le maggiori speranze dell'imprenditoria italiana sono nei settori del petrolio, dell'energia, delle infrastrutture, dei mobili, della moda, dell'agroalimentare o ancora dell’automobile. Secondo fonti governative italiane, riferisce il Financial Times, saranno firmati accordi per 17 miliardi di euro; tra i beneficiari Saipem (oleodotti), Danieli (macchinari siderurgici), Condotte e Coet (infrastrutture). Altre compagnie parteciperanno all'incontro, in vista dei prossimi sviluppi commerciali: Eni ed Enel (energia); Finmeccanica (difesa e aerospazio) e Ferrovie dello Stato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi