Trump fa il Trump, Bush non sfonda. Ecco come è andato il dibattito per la leadership repubblicana

Mattia Ferraresi
La Cnn se li sogna i dibattiti di Fox: molti scontri dialettici e pochi dettagli politici. Resoconto di una cosetta moscia in una sala troppo calda.

Nella notte italiana si è tenuto il secondo dibattito per la leadership all'interno del partito repubblicano americano in vista delle elezioni del 2016. Quasi tre ore di botta e risposta, appelli, annunci e autoproduzione, con molti scontri dialettici e pochi dettagli politici, per gli 11 candidati che si sono trovati davanti all'aereo presidenziale che fu di Ronald Reagan.

 


 

La cosa più evidente che è emersa è che la Cnn se li sogna i dibattiti di Fox. Molto meglio l’organizzazione, il ritmo, la vis polemica e la qualità argomentativa del primo dibattito; i competitor hanno fatto una cosetta moscia in una sala troppo calda, tutti erano fastidiosamente sudati. Per quanto riguarda i contenuti basta dire che hanno passato più tempo a parlare di marijuana che di economia. Jeb ha fatto il suo ma non ha avuto la riscossa che cercava e Trump ha continuato a fare il Trump. Nella caciara è apparso gigantesco l’aplomb da statista di Ben Carson, il dottore in ascesa che nel primo dibattito ha parlato poco o nulla per via dei sondaggi da zero virgola. Poi le cose sono cambiate. Bene anche Fiorina. Sintesi di Trump: “Everyone did very well”, che la dice lunga sulla qualità della Cnn.

 

Ecco la trascrizione completa del dibattito redatta dal Washington Post e la copertura live di Reuters.

 

I commenti della stampa americana: Washington PostWall Street JournalPolitico

  • Mattia Ferraresi
  • Nato nella terra di Virgilio e cresciuto in quella di Tassoni, ora vive nel quartiere di Tony Manero. E’ il corrispondente dagli Stati Uniti. Ama, con il necessario distacco penitenziale, il Lambrusco e l’Inter. Ha scritto alcuni libri su cose americane e non, l’ultimo è “La Febbre di Trump” (Marsilio). Sposato con Monica, ha due figli, Giacomo e Agostino.