editoriali

Carlo De Benedetti e la mostrificazione di Meloni

Redazione

Gli attacchi caricaturali sono campagna elettorale a favore della leader di FdI

Pare che Giorgia Meloni non dovrà fare molto per vincere le elezioni, le basterà stare ferma. Perché la campagna elettorale gliela stanno facendo, gratis, i suoi avversari con caricaturali campagne di aggressione che evitano una discussione nel merito delle proposte (il vero punto debole della leader di Fratelli d’Italia). Un esempio è l’intervista di Carlo De Benedetti al Corriere della sera. Cosa di meglio per la Meloni di un ricco finanziere di sinistra che dice che le sue “fonti nel dipartimento di stato”, ovvero il deep state americano, affermano che la Casa Bianca non vuole la destra al governo? Ci sono tutti gli ingredienti della caricaturale narrazione populista sul funzionamento della democrazia. Ma Cdb ci mette dell’altro, dicendo che mai come ora “avevamo vissuto il rischio di uscire dalla nostra collocazione internazionale, neppure nel 1948”, perché “dopo l’attentato a Togliatti” furono i sovietici a dire al Pci di non fare la rivoluzione.

 

A parte che l’attentato a Togliatti avvenne dopo le elezioni e non prima, davvero si vuole paragonare a queste elezioni il voto più importante e decisivo della storia della Repubblica e la minaccia di un partito stalinista finanziato dall’Urss e contrario all’adesione dell’Italia alla Nato e alla Cee? Come si fa a dire che Meloni vuole smantellare le alleanze internazionali se, al netto del suo deleterio sovranismo, non propone l’uscita dall’euro (come facevano i vincitori nel 2018 Lega e M5s) ed è la leader più saldamente atlantista insieme a Enrico Letta? Cdb arriva a dire che, a differenza di Meloni, “Berlusconi non metteva a rischio la democrazia e la collocazione internazionale dell’Italia”. Ovvero l’esatto contrario di quanto sostenuto  per almeno 20 anni dalla sua corazzata editoriale, con Repubblica in testa. Non era vero niente, la “svolta autoritaria” era solo uno strumento di propaganda contro il Cav,, ammette De Benedetti. Che è esattamente ciò che pensano molti elettori quando rivedono campagne analoghe contro la Meloni, solo perché ora è lei a essere in testa ai sondaggi.

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