(Foto di Ansa) 

Editoriali

La fiducia dei consumatori nella zona euro è crollata al minimo storico

Redazione

I livelli sono più bassi dei tempi pandemici: nemmeno durante la crisi finanziaria del 2008 o quella del debito sovrano del 2010-2012. Questa volta il virus si chiama inflazione, che a giugno ha raggiunto l'8,6 per cento

A luglio la fiducia dei consumatori nella zona euro e nell’Unione europea è crollata al livello più basso di sempre, un tonfo peggiore di quello che era stato raggiunto all’inizio della pandemia di Covid-19, che certifica la crisi del costo della vita. Nella zona euro l’indicatore della fiducia dei consumatori è sceso di 3,2 punti in un mese, a quota meno 27,0, secondo la stima flash pubblicata ieri dalla Commissione. Nell’Ue a 27 ha perso 3,0 punti, a quota meno 27,3. Il precedente record negativo era stato registrato nell’aprile del 2020, dopo l’imposizione dei lockdown per il coronavirus in gran parte degli stati membri, quando la fiducia dei consumatori aveva toccato quota meno 24,5. Nemmeno durante la crisi finanziaria del 2008 o quella del debito sovrano del 2010-12 si erano raggiunti livelli così deprimenti. Questa volta il virus che colpisce la fiducia dei consumatori è di tipo molto diverso: si chiama inflazione. La guerra della Russia contro l’Ucraina c’entra, ma solo indirettamente. Le famiglie si trovano alle prese con l’aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari. A giugno l’inflazione nella zona euro ha raggiunto l’8,6 per cento, il tasso più alto nella storia della moneta unica. Per rispondere la Banca centrale europea oggi deciderà di aumentare i suoi tassi di riferimento. Il grande interrogativo è se la stretta monetaria annunciata da Christine Lagarde sarà dello 0,25 o dello 0,5 per cento. Con la Russia che minaccia di tagliare completamente le forniture di gas all’Ue, tutto questo aumenta i rischi di una recessione per la zona euro che potrebbe protrarsi anche nel corso del prossimo anno. Anche per questo diventa ancor più importante lo strumento anti frammentazione che la Bce dovrebbe annunciare oggi per contenere gli spread. Ma le condizioni potrebbero essere irrigidite dallo spettacolo della crisi politica in Italia. La rimessa in discussione di Draghi in questo momento è un danno autoinflitto irresponsabile.

Di più su questi argomenti: