EDITORIALI

È fatta: meno Dad e più tamponi a scuola

Redazione

Il governo ha deciso. Ma ora è necessario che le regioni si attrezzino

"Se solo tu hai il Covid in classe, io vado a scuola". Da queste pagine lo avevamo detto sin dalla scorsa estate, quando il governo annunciava l’addio alla Dad, che nulla sarebbe cambiato finché non avessero aggiornato le linee guida con un protocollo unico nazionale in caso di positivo, da adottare parimenti in tutte le scuole di Italia. L’ultima pubblicazione dei risultati Invalsi ha dimostrato come l’epidemia ha acuito il già preoccupante divario tra nord e sud. Ciò proprio per l’aver lasciato la decisione sull’apertura delle scuole, attraverso i protocolli dei dipartimenti di prevenzione, a presidenti di regione, Asl, o sindaci. I quali soprattutto al sud, per faciloneria e populismo, ma anche per una più alta percentuale di mamme non in attività lavorativa, hanno abusato con le ordinanze di chiusura. E mentre solo dalle Marche si è avuto il risultato del test sullo screening delle scuole sentinella (un positivo su 715 alunni testati) ancora oggi ci sono comuni con tutte le scuole in Dad per un solo alunno positivo. Da domani non potrà più accadere.

 

Scuola, cambiano le regole della quarantena 

Il governo ha finalmente deciso di varare un protocollo unico nazionale, cui tutte le scuole dovranno attenersi. Grazie all’alto tasso di vaccinati, bassa circolazione del virus, alta capacità di testing e utilizzo delle mascherine, gli alunni di una stessa classe non vengono più considerati contatti stretti, ma a basso rischio. Sparisce dunque la Dad per tutta la classe in caso di un alunno positivo, che verrà sostituita da tampone immediato (viene chiamato tempo zero) per tutti i compagni, e nuovo test dopo 5 giorni (tempo 5). La stessa cosa vale per gli insegnanti. Nel frattempo tutti a scuola! Tutto ora dunque si gioca sulla rapidità nel fare i tamponi e nella capacità di ricostruire rapidamente i contatti, competenze che purtroppo non è detto siano ancora uguali in tutta Italia. La nuova bozza sottoscritta dai ministeri della Salute, dell’Istruzione, dall’Istituto superiore di sanità e dalle regioni con le indicazioni per individuare e gestire i positivi è pronta, manca l’ultimo via libera proprio delle amministrazioni locali.

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