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Del Fante (Poste): "Nell'opas su Tim il governo non è coinvolto. Nasce dalla nostra visione strategica"
L’ad di Poste sgombra il campo da interpretazioni che tendono a leggere nell’offerta lanciata sul gestore telefonico una nazionalizzazione del settore delle telecomunicazioni in Italia: "Resterà una società stand alone con il suo marchio iconico e la sua organizzazione"
“Tim resterà una società stand alone con il suo marchio iconico e la sua organizzazione”, ha detto Matteo Del Fante durante la call con gli analisti per illustrare l’offerta pubblica di acquisto e scambio del gestore telefonico annunciata domenica 22 marzo e che si chiuderà entro il quarto trimestre di quest’anno. Confronto che è servito soprattutto per chiarire i dettagli più tecnici di dell’operazione – come prezzo, sinergie e timing - che in questo momento è sotto i riflettori del mercato con il titolo Poste che a inizio seduta è arrivato a perdere fino al 10 per cento ma poi ha recuperato terreno dopo le dichiarazioni dei vertici di Poste. Tim a metà mattina guadagna oltre il 5 per cento.
Del Fante, rispondendo a una domanda, ha tenuto anche a sottolineare che in questa operazione “non c’è alcun coinvolgimento del governo”. L’ad di Poste ha voluto così sgomberare il campo da interpretazioni che tendono a leggere nell’offerta lanciata su Tim una nazionalizzazione del settore delle telecomunicazioni in Italia e ha spiegato come la mossa sia stata, invece, ispirata a una “chiara visione strategica” e rappresenti “un passaggio fondamentale nella creazione di un fornitore di servizi di infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese”. L’idea, insomma, è promuovere la “sovranità del cloud” e la riservatezza dei dati, valorizzando allo stesso tempo il potenziale dell’evoluzione digitale dell’economia italiana.
Uno degli aspetti più rilevanti chiariti è che anche in caso di adesione totale all’offerta, lo stato (attraverso il Mef e Cdp) deterrà la maggioranza del gruppo combinato con una partecipazione pari al 50,1 per cento del capitale che per la restante parte sarà suddiviso tra azionisti di minoranza e flottante. In pratica, Tim dovrebbe restare una società autonoma sebbene non più quotata e interamente controllata da Poste.
Per Del Fante, infine, l’operazione, proposta al mercato, mira a scalare e potenziare la piattaforma di Poste Italiane aggiungendovi tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders.