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Editoriali

Le inutili polemiche sull'energia

Redazione

Non c’è speculazione: è la crisi del Golfo che si rispecchia sui prezzi. Appunti per Meloni

A ogni aumento dei prezzi, la politica grida alla speculazione e invoca interventi polizieschi. Così, nei giorni scorsi, Mister Prezzi ha scritto alle compagnie petrolifere per chiedere chiarimenti sugli aumenti di benzina e gasolio, mentre l’Arera ha “istituito l’Unità di Vigilanza Energetica con il compito di monitorare in tempo reale l’evoluzione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità”. Perfino Giorgia Meloni ha minacciato di “aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”. Senza neppure attendere la crisi, il decreto energia di febbraio prevede un’occhiuta vigilanza dell’Arera e addirittura un bizzarro meccanismo di sconti volontari in cambio di un certificato rilasciato dall’Autorità ai venditori (Il Foglio, 25 febbraio). Ma invece di istituire comitati e commissioni, o minacciare nuove tasse, il governo dovrebbe comprendere gli eventi e applicare le leggi. Che i prezzi dei prodotti petroliferi, del gas e dell’elettricità crescano drammaticamente durante la paralisi del Golfo non dovrebbe sorprendere nessuno: è il modo in cui i mercati segnalano la maggiore scarsità o rischiosità dei “normali” traffici. Palazzo Chigi farebbe bene a ragionare su un piano di emergenza (sperando di non doverlo mai usare), anziché lanciare slogan inutilmente polemici.

Per il resto, le norme contro collusione e abusi ci sono già; i soggetti incaricati di farle rispettare (Arera e Agcm) anche; e il monitoraggio dei dati pure. Durante la crisi del 2022, l’Antitrust aprì un fascicolo sui prezzi dei carburanti senza trovare evidenze di condotte scorrette legate ai picchi. Anche l’Arera verificò che i prezzi di rivendita del gas rispecchiavano i costi di importazione. I risultati preliminari di un’ulteriore indagine Arera, quella sul cosiddetto trattenimento economico di capacità, sollevano dei dubbi, ma non si riferiscono ai picchi di prezzo legati alla crisi (il neo–presidente Nicola Dell’Acqua ne ha annunciato la conclusione nei prossimi mesi). Come si dice in questi casi: ciascuno faccia il suo e nessuno si lasci prendere dal panico.

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