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Editoriali
Sciopero dei voli e precettazione: un doppio pasticcio evitabile
Tra eccessi di interventi ministeriali e forzature sindacali serve ragionevolezza. Ma i sindacati dovrebbero avere la sensibilità necessaria per scegliere date con lo stesso effetto sulle controparti senza danneggiare interessi più generali
Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Uglta, Anpac, Anp "in ottemperanza all'ordinanza di oggi del Ministero dei trasporti, hanno differito gli scioperi di 24 ore di tutto il personale previsti per il giorno 16 febbraio alla giornata del 26 febbraio 2026 sempre per la durata di 24 ore". Lo comunicano in una nota i sindacati.
Nonostante l’invito del garante dei trasporti che aveva chiesto di sospendere o rinviare gli scioperi aerei indetti in questo e nel prossimo fine settimana per non ostacolare lo svolgimento delle Olimpiadi invernali, i sindacati hanno deciso di confermarli e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato la precettazione. Questa volta gli argomenti per imporre un rinvio sono solidi: mettere in difficoltà i passeggeri che intendono raggiungere le sedi in cui si svolgono gare di rilievo mondiale contrasta con un evidente interesse nazionale. Bisogna aggiungere, però, che se Salvini non avesse ecceduto in passato nel ricorrere alla precettazione anche quando le motivazioni della sua scelta erano assai più flebili, la decisione odierna sarebbe più accettabile e meno soggetta a polemiche e controversie.
Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione e dalle leggi, può essere limitato solo in presenza di ragioni eccezionali, in settori delicati come quello dei trasporti vigono normative più stringenti, che comunque non possono mettere in discussione il diritto di sciopero. Si tratta, anche in questo caso, di trovare l’equilibrio per trovare un temperamento tra diritti sindacali e interesse nazionale. Ciò detto, in questa occasione sono i sindacati che dovrebbero avere la sensibilità necessaria per scegliere date diverse per scioperi che, anche se spostati di un paio di settimane, avrebbero lo stesso effetto sulle controparti senza danneggiare interessi più generali. Le Olimpiadi sono una prova importante per il funzionamento del sistema-paese, con indubbi effetti economici che interessano anche i lavoratori. La tendenza del ministero a un uso troppo esteso delle precettazioni e la scarsa sensibilità dei sindacati per un evidente interesse nazionale sono ambedue erroni, e ne deriva una situazione che è un danno per tutti.
L'editoriale del direttore