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Cos'è il Gcap e perché per l'Italia è una buona notizia se la Germania molla Macron
Il cancelliere tedesco Merz guarda alla joint venture tra Leonardo, i britannici e i giapponesi per sostituire il programma condiviso con Francia e Spagna. "Più paesi aderiscono, maggiore è la massa critica in cui si può investire, il ritorno economico e meno ci costa", dice il ministro Crosetto
Acque agitate nella difesa europea. La Germania sarebbe sul punto di abbandonare l'accordo strategico militare con Francia e Spagna (Fcas) per unirsi al Global Combat Air Programme (Gcap). Secondo un funzionario francese sentito da Politico, il Fcas ha le ore contate: "È più probabile che venga annunciata la sua fine piuttosto che un suo rilancio", ha affermato al quotidiano di Bruxelles.
Il Gcap, attivato nel 2022, coinvolge Regno Unito, Giappone e Italia, in una joint venture tra Leonardo, la britannica BAE Systems e la giapponese Japan Aircraft Industrial Enhancement. L'obiettivo è sviluppare un sistema aereo di nuova generazione entro il 2035, per poi prendere il posto degli attuali caccia Eurofighter. Questo avveniristico sistema aereo da combattimento – chiamato dai tre paesi "sistema dei sistemi” – comprende un aereo da combattimentocon capacità avanzate di penetrazione, droni senza pilota, sensori interconnessi e sistemi di comando e controllo basati su intelligenza artificiale. "Non si tratta di un aereo – ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in un'audizione alla Camera lo scorso dicembre – ma di una piattaforma tecnologica. Non immaginate solo un aereo, ma le tecnologie che ci sono a bordo".
Merz e la premier Giorgia Meloni potrebbero aver già affrontato il tema in occasione del vertice tra Italia e Germania dello scorso 23 gennaio a Roma a Villa Pamphili. Di certo, già nell'audizione di Crosetto di dicembre, il ministro paventava l'ipotetico ingresso di Berlino. "Più paesi aderiscono, maggiore è la massa critica in cui si può investire, più cervelli si possono mettere insieme, maggiore è il ritorno economico e meno ci costa", ha affermato il ministro, che ha indicato la via per la buona riuscita del programma: "Non basta l'intenzione politica ma l'impegno industriale. Questo programma funziona se le aziende coinvolte ci mettono dentro le risorse migliori che hanno, sviluppando valore industriale e tecnologico". L'ingresso della Germania potrebbe rappresentare un'occasione anche in questo senso, sia per l'apporto che può arrivare dal colosso tedesco Rheinmetall sia per l'iniezione di risorse. La Germania prevede di raggiungere investimenti in Difesa per 108,2 miliardi di euro nel 2026 e poi 161,8 miliardi nel 2029, con un aumento di oltre il 70 per cento rispetto al 2025 e del 387 per cento rispetto al 2020. Una dote finaziaria di questo peso, insieme alle strutture industriali, potrebbe accelerare il percorso verso un sistema aereo autonomo dagli Stati Uniti, che invece occupano un ruolo centrale con i caccia F-35 e sfornano il 46 per cento del mercato dei jet da combattimento che entrano in Ue (insieme a Norvegia e Regno Unito).
Nel frattempo Parigi prova a salvare il salvabile. Consapevole, forse, che l’ingresso della Germania nel Gcap "sarebbe la fine del Fcas" e che "buona parte della responsabilità ricadrebbe sulla Francia per aver preteso troppo sulla leadership tecnologica e industriale", sottolinea sul Sole 24 Ore Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dell'Istituto Affari Internazionali.
D'altra parte, stando ad alcune indiscrezioni di Politico, il Future combat air system (Fcas) sarebbe sull'orlo del collasso. Il progetto, lanciato nel 2017 da Emmanuel Macron e Angela Merkel, puntava a sostituire gli attuali aerei da combattimento, come i jet francesi Rafale e gli Eurofighter di Germania e Spagna, con caccia di sesta generazione. Tutto a partire dal 2040. Il valore complessivo dell'accordo, a cui poi ha preso parte anche Madrid, è di circa 100 miliardi di euro, e ha a che fare con una vasta gamma di velivoli, dai mezzi con equipaggio ai droni senza pilota, utilizzabili per il combattimento e per attività di ricognizione.
Nonostante le ambizioni, a indebolire la messa a terra del Fcas ci sarebbero state varie controversie nella pianificazione e nella progettualità tra l'azienda aeronautica francese Dassault ed il gruppo aerospaziale Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli. Una lentezza non più diregibile per il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che potrebbe preferire il programma a guida italiana.
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