Foto:Ansa.
La decisione
La Bce a febbraio mantiene i tassi invariati e conferma le aspettative del mercato
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha votato a favore del mantenimento dei tassi, con l'ultimo taglio avvenuto a giugno 2025. Lagarde avverte sui rischi dell'apprezzamento dell'euro che potrebbero ridurre troppo l'inflazione. Poi esprime soddisfazione per la nomina di Warsh alla Fed
Non c’era suspense o ansia da parte degli analisti finanziari sulle scelte di politica monetaria dell'Eurozona. Così, oggi il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare invariati i tre tassi di riferimento: deposito al 2 per cento, rifinanziamento principale al 2,15 per cento, marginale al 2,40 per cento. D'altronde, lo stesso Fondo monetario internazionale, nel suo World Economic Outlook update di metà gennaio, aveva previsto che nel 2026 i tassi d’interesse resteranno costanti nell’eurozona, mentre saranno tagliati negli Stati Uniti e nel Regno Unito ma rialziati gradualmente in Giappone.
Nel suo comunicato, la Bce (ri)conferma che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sul 2 per cento nel medio termine e dice che l’economia dell’area euro resta resiliente in un contesto globale difficile, sostenuta da disoccupazione bassa, bilanci privati solidi, dall'aumento graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture e dagli effetti dei tagli dei tassi passati. Allo stesso tempo, Francoforte segnala che l’incertezza resta alta, soprattutto per le tensioni politiche commerciali globali.
Nel corso della conferenza stampa a seguito della decisione sui tassi d’interesse, la presidente Christine Lagarde ha però avvertito che un continuo rafforzamento dell’euro potrebbe portare l’inflazione sotto il target del 2 per cento. Per questo, la presidente ha ribadito che fin da marzo 2025 il Consiglio direttivo ha iniziato a monitorare con maggiore attenzione il Forex, per poi aggiungere, in merito all’agenda Lagarde per una valuta europea più forte globalmente: “Non c’è nessuna correlazione tra il rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro e il suo apprezzamento”.
Quanto alla linea per i prossimi mesi, la Bce insiste sul metodo "data driven": tutte le decisioni saranno dipendenti dai dati e dai modelli macroeconomici e, riunione per riunione, deciderà senza preimpegni . A margine, sul bilancio della Banca centrale, i portafogli app e pepp continuano a ridursi perché l’Eurosistema non reinveste i titoli in scadenza. Alla domanda se l’Eurozona sia ancora “in a good place”, Lagarde ha ammesso che "sì, lo è, come lo è l’inflazione”. Ma riguardo la definizione di ‘good place’, la presidente ha sottolineato che tale posizione è definita in base al raggiungimento degli obiettivi di politica monetaria della Bce.
Sulla nomina di Kevin Warsh a capo della Fed Lagarde ha espresso soddisfazione, ricordando la loro lunga conoscenza fin dai tempi in cui erano colleghi al Fmi. Infine, riguardo al "Ritiro informale” dei leaders Ue che si riuniranno il 12 febbraio a Alden Biese, la presidente ha anticipato che farà pervenire ai capi di stato europei una “checklist” sulle misure che la Bce propone per ottimizzare e “liberare” le potenzialità dell’euro.