editoriali
Il ruolo internazionale dell'euro
L’invito all’Eurogruppo ad agire ora su mercati dei capitali, pagamenti e difesa comune per rafforzare il peso internazionale della moneta unica. In gioco c’è la posizione geopolitica dell’Ue
Nel corso di ieri è trapelata una nota titolata “Il rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro”. Redatta dai direttorati per gli affari economici e dei servizi finanziari della Commissione per l’Eurogruppo, il testo sembra aver preso alla lettera le parole pronunciate da Draghi a Leuven. Più pragmatismo e meno farfugli, altrimenti saremo schiacciati dalla Cina e dagli Stati Uniti. L’invito all’Eurogruppo nasce da una “ricordella”: cos'è l’euro oltre alla moneta pubblica dell’Eurozona? La seconda valuta globale. La nota individua dei problemi, propone delle soluzioni, e infine chiede ai ministri delle Finanze una scelta: “Su quali misure iniziamo a muoverci subito?”. Perché l’Europa non può continuare a non prendere sul serio il potenziamento dell’euro e del suo ruolo internazionale. Negli ultimi 7–8 anni abbiamo assistito a un lento, piccolo, declino del dollaro – come segnalato dalla nota dell’Fmi sull’erosione del dollaro, redatta da E. Eichengreen. Ma proprio quando ci si aspettava un passo in avanti, a rafforzarsi sono state altre valute non tradizionali e del rmb cinese. Oggi il dollaro resta dominante, certo, ma i sistemi dei pagamenti e della finanza stanno cambiando e si cercano alternative anche non tradizionali, come le stablecoin. Da qui tre richieste: mercati dei capitali meno spezzettati, pagamenti europei ma davvero europei, e una capacità comune di difesa e di preparazione alle crisi. Per esempio, riemerge l’idea di portare il Mes dentro il diritto Ue e di ridurre la frammentazione dell’emissione di debito tra organismi europei. Capitolo euro digitale? La richiesta al Parlamento e al Consiglio di chiudere il regolamento nel 2026 e di smettere di trattarlo come un esercizio accademico, invitando a progettare l’euro digitale anche come uno strumento da utilizzare oltre l’area euro. Non si sta parlando di una “eurozizzazione” incontrollata, ma della proiezione dell’euro al di fuori dei nostri confini. Perchè, come recita la nota, “La posizione geopolitica dell'Ue e il ruolo internazionale della sua valuta sono profondamente interconnessi”.