Shield, in Bocconi un hub europeo per difesa, economia e geopolitica

Mariarosaria Marchesano

Con il progetto Shield, l’ateneo milanese forma manager capaci di anticipare rischi sistemici. Altomonte: l’ordine globale nato dopo il 1989 è finito, Italia ed Europa devono proteggere competitività e asset strategici

“Dal 1989, anno della caduta del muro di Berlino, al 2024 abbiamo avuto un modello di governance del mondo fondato su tre pilastri: mercati globalizzati, accesso ai combustibili fossili per sostenere la crescita, sicurezza garantita. Tanto per dire, lo Stretto di Hormuz non era mai stato chiuso. Ebbene, quel modello non esiste più. Non sappiamo ancora bene perché gli architetti dell’ordine globale, coloro che hanno contribuito a costruirlo, si siano tirati indietro, ma sappiamo che dobbiamo assumerci nuove responsabilità, come Italia e come Europa. La formazione di manager preparati ad anticipare i rischi e a gestirli è uno dei nostri compiti”. L’economista Carlo Altomonte parla davanti alle massime autorità istituzionali e militari del paese rivolgendosi agli studenti riuniti nell’auditorium dell’Università Bocconi dedicato a Michele Ferrero. Sembra quasi un paradosso perché l’Italia del dopoguerra che consentì a Ferrero ad altri imprenditori come lui di costruire un grande sistema manifatturiero è solo un ricordo. 

 
Altomonte sta presentando “Shield”, un hub strategico – di formazione e ricerca – “dedicato alla sicurezza nazionale, alla leadership interistituzionale e alla resilienza sistemica”. E’ il segno dei tempi. Sono tutti in silenzio, si percepisce quel senso di imbarazzo dei giovani quando si parla di certi temi che, forse, neanche in un film di fantascienza avrebbero immaginato di approfondire in una delle università più rinomate al mondo per la finanza e il management. Tanto più che il capo di stato maggiore della Difesa, Luciano Antonio Portolano,  il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, hanno inviato video messaggi di pieno sostegno all’iniziativa mentre i rappresentanti delle autorità presenti, il vice ministro delle Infrastrutture, Edoardo Rixi, e l’ambasciatore italiano alla Nato, Alessandro Azzoni, non nascondono l’apprensione per le grandi trasformazioni che stanno ridefinendo l’ordine globale. “La pace – dice Altomonte – si costruisce prima del conflitto e con strumenti che non sono solo di tipo militare. Per questo le attività di Shield si concentrano su tre direttrici: l’impatto delle minacce ibride su finanza, industria e catene del valore; le implicazioni economiche e finanziarie della crescente instabilità politica per l’Italia e l’Europa; il ruolo della finanza negli investimenti strategici e infrastrutturali per rafforzare la resilienza del nostro tessuto economico e industriale”. 

 
Fuori dall’aula, parlando con il Foglio, Altomonte e il pro Rettore della Bocconi, Stefano Caselli, ammettono che è necessaria una nuova chiave di lettura della realtà. In Bocconi per diversi anni è stata la transizione energetica uno dei temi centrali per la formazione della classe dirigente. Ma le cose stanno cambiando, basti pensare che il  “green” è scomparso persino dal forum di Davos, dove è la geopolitica a dominare la discussione. Un mondo accademico innovativo come quello di via Sarfatti  sta attuando il cambio di paradigma in tempo reale. “Abbiamo voluto avviare un confronto – riflette Altomonte – sul concetto stesso di difesa che andrebbe inteso come protezione della capacità competitiva dell’Italia e dell’Europa”. Con questo approccio, anche la gestione di infrastrutture portuali e logistiche, e persino dei valichi alpini, va ripensata. “Bisogna essere preparati a tutto – riflette Caselli – basti pensare a cosa potrebbe succedere se un grande investitore di debito pubblico scaricasse all’improvviso sul mercato tutti i titoli di un paese dell’Unione europea. E’ un’ipotesi estrema, ma è serve per capire che vanno protetti tutti gli asset strategici del paese”. Integrare difesa, economia e geopolitica è, dunque, la missione del nuovo centro di formazione bocconiano, unico nel suo genere in Europa.  
 

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