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LA RICOGNIZIONE

Cosa sta facendo l'Europa con le risorse della Groenlandia? Ecco progetti e investimenti

Maria Carla Sicilia

Dalla grafite al molibdeno, l’Unione europea lavora da anni per sviluppare ricerca e produzione mineraria nell’isola artica. Gli impianti non sono ancora operativi, ma ci sono già accordi preliminari con aziende europee che attendono rifornimenti

Negli ultimi anni l’Unione europea ha inserito la Groenlandia nel proprio orizzonte di interesse per le materie prime critiche, muovendosi ben prima che Donald Trump accendesse con prepotenza un faro sulla regione artica. Ci sono studi di fattibilità e alcune licenze già concesse, ma non ancora una produzione destinata all’Europa. Di certo, c'è la consapevolezza che alcune risorse stratificate nell’isola possono avere rilevanza per le catene del valore tecnologico e industriale europee.

Per le materie prime critiche oggetto dell’agenda europea, i due progetti principali sono quelli di grafite e molibdeno. Entrambi sono in fase di sviluppo e non hanno ancora raggiunto una produzione industriale su scala commerciale.

Il progetto di grafite è legato a Greenland Graphite A/S, collegata a GreenRoc Mining Plc, società quotata nel Regno Unito e con investitori europei e nordamericani. Il deposito di Amitsoq, nel sud della Groenlandia, è stato riconosciuto come risorsa significativa di grafite di alta qualità. Nel dicembre 2025 il governo groenlandese ha concesso a Greenland Graphite una licenza di sfruttamento trentennale, aprendo formalmente la possibilità di costruire impianti e infrastrutture. La grafite è un input cruciale per le batterie agli ioni di litio e altre applicazioni tecnologiche. Finora il progetto ha completato studi ambientali e tecnici, ma la fase di costruzione non è ancora avviata.

Il progetto di molibdeno riguarda Greenland Resources Inc., società con base in Canada ma legata all’Europa attraverso accordi di fornitura. Il sito di Malmbjerg, nella Groenlandia orientale, è stato oggetto di raccolta dati geologici e studi di fattibilità per anni. Anche qui è stata ottenuta una licenza di sfruttamento di lunga durata, e sono stati siglati accordi preliminari con aziende europee che intendono assicurarsi forniture di molibdeno per la produzione di acciai ad alte prestazioni e componenti industriali. Tra queste, come scrive il Sole 24 ore, c'è anche Cogne acciai speciali, acciaieria valdostana controllata da Taiwan Cement. Ma il progetto attende la costruzione dell’impianto e il completamento delle valutazioni economiche definitive.

Un’altra iniziativa in fase di sviluppo riguarda la possibile estrazione di terre rare, i metalli usati nei magneti per motori elettrici e nei sistemi elettronici avanzati. Alcuni gruppi europei stanno monitorando potenziali depositi e studi preliminari, ma non esistono al momento progetti con licenze di sfruttamento definitive comparabili a Amitsoq o Malmbjerg.

Le attività estrattive operative in Groenlandia, invece, sono poche. Le miniere attive riguardano minerali non considerati “critici” nei principali dossier europei, ma utili per comprendere il quadro generale. La miniera di anortosite è operativa e gestita da Lumina Sustainable Materials A/S, con base operativa in Groenlandia e supportata da capitali internazionali. L’anortosite è utilizzata in applicazioni tecniche come prodotti ceramici e materiali da costruzione. La miniera d’oro di Nalunaq è operata da Amaroq Minerals Ltd., società con sede in Canada e quotazioni internazionali, che ha rilanciato la produzione dopo anni di inattività.

In termini di strutture di coordinamento, un ruolo centrale è svolto dalla European Raw Materials Alliance (Erma). Si tratta di un’alleanza industriale lanciata dalla Commissione europea e coordinata dall’European Institute of Innovation and Technology, che riunisce imprese minerarie, gruppi industriali, istituti di ricerca e autorità pubbliche. L’obiettivo dell’alleanza è rafforzare la capacità dell’Europa di assicurarsi materie prime critiche, facilitando partenariati industriali, accordi di fornitura a lungo termine, accesso a strumenti di finanziamento e coordinamento tra attori pubblici e privati. Erma non finanzia direttamente le miniere, ma crea un quadro per collegare progetti groenlandesi con le esigenze industriali europee, mettendo in comune competenze e risorse. 

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  • Maria Carla Sicilia
  • Nata a Cosenza nel 1988, vive a Roma da più di dieci anni. Ogni anno pensa che andrà via dalla città delle buche e del Colosseo, ma finora ha sempre trovato buoni motivi per restare. Uno di questi è il Foglio, dove ha iniziato a lavorare nel 2017. Oggi è responsabile del coordinamento del Foglio.it.