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L'Unione fa la forza
Tim e Fastweb+Vodafone, patto sul 5G: reti condivise e taglio dei costi
Accordo per usare l’infrastruttura radio mobile di accesso radio mobile dell’altro nelle aree interessate, evitando duplicazioni e accelerando la copertura anche nelle zone più remote. Tim vola in Borsa, e il governo applaude
Il risiko delle telecomunicazioni può attendere poiché gli operatori del settore sembrano avere imboccato la strada della cooperazione per creare sinergie e ridurre i costi. E’ così che si può inquadrare l’operazione annunciata ieri mattina tra Tim e Fastweb + Vodafone per sviluppare il 5G in Italia e arrivare a coprire anche le aree più remote.
Il piano prevede che ciascun operatore possa utilizzare l’infrastruttura di accesso radio mobile dell’altro nelle aree interessate, evitando così la duplicazione nell’utilizzo delle reti. Una condivisione che, secondo indiscrezioni non confermate, potrebbe portare a un risparmio di costi di 250-300 milioni di euro per ciascuna delle due parti nei prossimi dieci anni.
La notizia è stata accolta particolarmente bene dal mercato con il titolo Tim che ha guadagnato oltre il 5 per cento in una sola seduta. Per la verità, gli investitori di Borsa si aspettavano che l’ex monopolista, dopo la cessione della rete fissa, potesse diventare il perno di una fase di consolidamento nel settore delle tlc i cui margini di profitto sono compressi dalla concorrenza. Però l’alternativa di accordi di collaborazione strategica sembra essere ugualmente apprezzata anche perché, come sottolineano alcuni analisti, le efficienze generate impatteranno positivamente sul conto economico di Tim oltre che ridurre l’impatto ambientale e liberare risorse per nuovi investimenti.
Infine, il modello di partnership scelto dalle due società, già sperimentato da altri paesi dell’Unione europea, incontra il favore del governo Meloni. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli ha spiegato che in questo modo si migliora l'inclusione digitale e la qualità dei servizi per famiglie e imprese. Insomma, la prospettiva di una stagione di fusioni e acquisizioni con Tim nel ruolo di protagonista sta lasciando il posto a una stagione di maggiore efficienza nella gestione del business.
Agli appassionati del risiko non resta che osservare le mosse delle società Iliad e Wind3 di cui si è vociferato di prossime nozze dopo il fallimento dei colloqui della prima proprio con Tim. Ma si tratta solo di rumor poiché al momento l’unica aggregazione avvenuta in Italia è quella tra Vodafone e Fastweb, finalizzata a inizio di quest’anno.
l'accordo di libero scambio