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Tutte le tappe per arrivare all'accordo Ue-Mercosur

Redazione

Il 7 gennaio i ministri dell'Agricoltura si riuniranno a Bruxelles per discutere delle "principali preoccupazioni sollevate dagli agricoltori". Il 9 toccherà invece al Coreper dare il via libera al trattato di libero scambio. Solo allora von der Leyen potrà volare in Paraguay per la firma ufficiale

"Posso confermare che ci sono stati progressi nelle ultime due settimane sull'accordo Mercosur. Non posso confermare una data specifica, ma siamo sulla strada giusta per prevedere una firma a breve". A dirlo è la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho nel corso del briefing con la stampa del 5 gennaio. Le sue parole dimostrano che l'accordo di libero scambio tra Unione europea e paesi del Mercosur è in dirittura di arrivo dopo il rinvio dello scorso dicembre. Secondo quanto riporta Bloomberg, il governo Meloni sarebbe pronto a sostenere l’accordo di libero scambio nel voto del 9 gennaio. Dopo l'approvazione, la firma del trattato è attesa per il 12 gennaio quando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si recherà in Paraguay per chiudere definitivamente il negoziato.

 

Per far sì che la presidente della Commissione possa firmare l'accordo in Sud America è necessario che i due appuntamenti previsti in settimana vadano a buon fine. Mercoledì 7 gennaio infatti i ventisette ministri dell’Agricoltura dei paesi membri si riuniranno per una "riunione politica" a Bruxelles convocata dalla Commissione europea e dalla presidenza cipriota dell'Ue con lo scopo di "fare il punto della situazione nel settore agricolo" e discutere delle "principali preoccupazioni sollevate dagli agricoltori". Lo si apprende da una lettera indirizzata ai ministri dei 27 e firmata dai commissari all'agricoltura, Christophe Hansen, e al Commercio, Maros Sefcovic, e dalla ministra cipriota dell'agricoltura, Maria Panayiotou, visionata dall'Ansa. L'incontro sarà anche l'occasione per discutere dell'accordo commerciale con il Mercosur, con l’obiettivo di dare il via libera all’approvazione dell’accordo da parte degli ambasciatori dei ventisette che formano il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) - organo con il compito principale di preparare gli incontri a livello ministeriale del Consiglio - che si riuniranno venerdì 9 gennaio.

 

Il presidente brasiliano Lula avrebbe voluto raggiungere l'accordo prima, vale a dire a dicembre, ma l'intesa era saltata perché Italia e Francia avevano chiesto ulteriori garanzie per gli agricoltori europei, anche se l’Europarlamento aveva approvato il regolamento sulle salvaguardie a larga maggioranza, passato anche al Trilogo. Lula però, come raccontato dal Foglio, ha sentito al telefono la presidente del Consiglio chiarendo in conferenza stampa che “Meloni non è contraria, ma imbarazzata per gli agricoltori; chiede una settimana, 10 giorni, al massimo un mese”.

Ora quindi, come detto prima, il governo italiano è pronto a dare il suo appoggio: la sua presenza è indispensabile perché la votazione richiede una maggioranza di paesi che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione. Ma se l'Italia ha temporeggiato, altri paesi non sono rimasti a guardare. Al vertice di dicembre a Foz do Iguaçu, in Brasile, il Mercosur ha avviato colloqui per accordi alternativi con Emirati Arabi, Canada, India e Giappone. E proprio con Ottawa i paesi del blocco sudamericano hanno rimesso in moto un accordo di libero scambio nato nel 2018, poi congelato e riaperto a ottobre dopo la stretta di Donald Trump sui dazi. L’obiettivo canadese è quello di arrivare a una firma entro la fine del 2026 con lo scopo di usare il Mercosur per diversificare il proprio mercato.

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