Ansa

editoriali

Il costo della sicurezza energetica

Redazione

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) propone la neutrality charge per ripianare le perdite sull’acquisto di gas

La sicurezza non ha prezzo? Forse. Ma, nel caso del gas, quattro miliardi di euro sono una buona approssimazione. Nell’estate 2022, quando si temeva di non essere in grado di garantire le forniture necessarie a superare l’inverno, il governo Draghi diede mandato al Gse e a Snam di procacciare il gas whatever it takes. Anche questo contribuì a spingere le quotazioni verso l’alto fino a infrangere ogni record, col Ttf al picco storico di 330 euro/megawattora. Le borse poi presero un sentiero ribassista, veleggiando oggi attorno ai 30-35 euro. Di conseguenza, Snam e Gse devono oggi vedere reintegrate le perdite derivanti dalla differenza tra i prezzi di acquisto e di vendita del gas.

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha iniziato a recuperare quanto dovuto attraverso una sorta di sovrattassa che porta gli oneri generali a 3,64 centesimi al metro cubo (contro un livello pre-crisi di circa un centesimo), in vigore durante la stagione fredda e prevista per i prossimi tre anni. In un documento di consultazione varato pochi giorni fa, l’Autorità propone però di cambiare il meccanismo, in modo da gravare meno sulle famiglie. Il modello di riferimento è quello della neutrality charge tedesca: un balzello di 2,32 centesimi in vigore tutto l’anno (e non soltanto durante i mesi invernali).

Inoltre, il corrispettivo sarebbe applicato non solo ai prelievi di gas sul territorio nazionale, cioè ai consumi interni, ma anche ai punti di interconnessione con l’estero (cioè alle esportazioni). In questo modo, Berlino ha scaricato sui paesi confinanti l’equivalente di circa un miliardo di euro, sulla base del principio che gli sforzi di riempimento degli stoccaggi rispondevano sia al fabbisogno nazionale sia alla solidarietà europea. In tale ipotesi, il gettito atteso nel 2024 sarebbe di circa 1,5 miliardi di euro. La corsa di Mario Draghi e Roberto Cingolani a ricostituire le scorte era inevitabile e il relativo costo prevedibile: ma aiuta a capire quanto sia stato grave in precedenza sottovalutare la dimensione della sicurezza energetica. Speriamo di aver imparato la lezione.

Di più su questi argomenti: