Foto di Olivier Hoslet, via Ansa 

Editoriali

Il piano von der Leyen contro i sussidi di Biden è una minaccia per il mercato Ue

Redazione

Un Sure contro l'Inflation reduction act degli Stati Uniti. Lo propone Charles Michel. Mentre la presidente della Commissione Ue vuole aprire ulteriormente il rubinetto degli aiuti di stato

L’Inflation reduction act dell’Amministrazione Biden fa paura all’Unione europea. Diverse imprese del Vecchio continente hanno già deciso di spostare investimenti e produzione negli Stati Uniti per beneficiare di sussidi e sconti fiscali destinati alle tecnologie verdi – batterie, auto elettriche, energia – sulla base del principio del “Buy America”. Visti i costi di elettricità e gas, l’Europa rischia una deindustrializzazione. Giovedì i capi di stato e di governo dell’Ue hanno chiesto alla Commissione di accelerare la risposta ed è positivo.

 

L’Inflation reduction act entrerà effettivamente in vigore a gennaio. La Commissione dovrà presentare “entro la fine di gennaio 2023 proposte volte a mobilitare tutti gli strumenti pertinenti a livello nazionale e dell’Ue”. Il problema è che il piano di Ursula von der Leyen – aprire ulteriormente il rubinetto degli aiuti di stato – costituisce una minaccia per l’integrità del mercato interno e dei paesi che non hanno spazio fiscale. Il “liberi tutti” sugli aiuti di stato – che sarà decretato dalla Commissione in gennaio – può permettere alla Germania di trattenere le sue imprese e di mantenerle competitive a livello globale.

 

Quelle italiane, con un governo indebitato che non può lanciarsi in sussidi pubblici massicci, si troverebbero sempre più in difficoltà. Von der Leyen ha riconosciuto il problema, ma la sua risposta è deludente: rafforzare finanziariamente RePowerEu e lanciare un Fondo di sovranità europeo. Per entrambi servirebbero diversi mesi di negoziati, forse anni, e le risorse sarebbero limitate. Allineata sulla Germania, la presidente della Commissione esclude un nuovo debito comune. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, è stato più coraggioso: la risposta “rapida e massiccia” all’Inflation reduction act richiede “un meccanismo come Sure” per garantire “la solidarietà” e “l’equità nell’Ue”. Sure è debito comune per fornire prestiti agli stati membri. Non è la panacea, ma sarebbe un passo avanti.