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Esportare la piadina romagnola? Grazie al Ceta

Grazie all’accordo di libero scambio con il Canada, contro cui si opponevano i sovranisti al governo, il Consorzio può ora tutelare il suo nome dalla contraffazione

7 Giugno 2019 alle 19:58

Esportare la piadina romagnola? Grazie al Ceta

Foto via Wikimedia

Quel “progetto di esportare la piadina romagnola”, cantato da Samuele Bersani, grazie al Ceta è da prendere in considerazione. Grazie all’accordo di libero scambio con il Canada, contro cui si opponevano i sovranisti al governo, il Consorzio della Piadina romagnola Igp può ora tutelare il suo nome dalla contraffazione. “Gli accordi di libero scambio danno la possibilità di far conoscere ed apprezzare fuori dai confini dell’Unione la qualità insuperabile dei nostri prodotti a indicazione geografica e di qualità, arginando così le contraffazioni”. I risultati positivi del Ceta non riguardano solo la piadina ma tutti gli altri prodotti di qualità: Confagricoltura dice che secondo i dati Ue, l’export agroalimentare italiano in Canada è aumentato in media dell’8 per cento (oltre 1 miliardo di euro), con punte oltre il 20 per cento per i formaggi. Anche sull’import di grano dal Canada – il grande spauracchio dei sovranisti agroalimentari – i dati del Ceta sono positivi: dopo un anno – dice un report della Cia – le importazioni di frumento canadese sono diminuite del 50 per cento.

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