La Brexit e i conti pubblici italiani preoccupano i mercati

Mariarosaria Marchesano

In attesa del consiglio europeo che potrebbe concedere al Regno unito un rinvio di 12 mesi per l'uscita dall'Ue, il governo si appresta a presentare il Def: rapporto deficit/pil in salita al 2,4 per cento

Milano. Una riunione straordinaria del consiglio europeo prevista per il 10 aprile potrebbe rappresentare una svolta decisiva per la Brexit se passerà la proposta del presidente Donald Tusk di un "rinvio flessibile" di 12 mesi che permetterà alla Gran Bretagna un ritiro senza traumi dall'Unione europea (intento, però, la premier Theresa May cerca un'intesa con i laburisti su un rinvio più breve, al 30 giugno). Una schiarita che dovrebbe avere effetti postivi anche sui mercati, i quali, però, continuano a restare freddi in attesa di notizie certe sulla Brexit che resta uno dei tre maggiori fattori d'incertezza globale insieme con le tensioni commerciali tra America e Cina e ai conti pubblici dell'Italia, con il governo Conte impegnato nella presentazione del nuovo documento di economia e finanza. Su tutti i tre i fronti si registrano nuovi sviluppi, ma in assenza di soluzioni definitive, gli investitori temporeggiano e le Borse europee oscillano tra l'andamento piatto e negativo, mentre a Wall Street ferve l'attesa per le trimestrali di alcuni giganti, Blackrock, Jp Morgan e WellsFargo, previste nei prossimi giorni.

 

Per quanto riguarda le questioni commerciali, sebbene più volte nelle ultime settimane è stato paventato un epilogo felice, la verità è che lo stato dei negoziati tra Pechino e Washington, che questa settimana riprendono dopo una breve sosta, è tale da richiedere ancora molto lavoro prima di giungere a un accordo che metta la parola fine alle ostilità e faccia da stabilizzatore per gli scambi mondiali in una fase di di rallentamento economico. Unica nota positiva è la decisione del governo cinese di offrire un sostegno al settore privato attraverso tutta una serie di incentivi per stimolare la crescita economica anche in una direzione di maggiore sostenibilità.

 

In Italia a preoccupare è la bassa crescita (le nuove stime per il 2019 sono dello 0,1 per cento rispetto all'1 per cento che era stato previsto in un primo momento) che rischia di minare l'impalcatura della manovra economica del 2019 così com'è stata costruita dal governo Lega-Cinque Stelle e di influire sul documento di previsione economica per il 2020. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, martedì 9 aprile sarà presentato il Def con una stima di rapporto deficit-pil al 2,4 per cento per quest'anno (in rialzo, quindi rispetto al 2,01 per cento fissato dall'esecutivo in manovra) mentre il rapporto debito/pil si collocherebbe al 132,6 per cento invece del 130,7 stimato lo scorso dicembre. Per quanto riguarda i conti del 2020, il dubbio è se verranno presentati incorporando l'aumento dell'Iva di 23 miliardi o senza. 

 

L'agenda dei mercati

La settimana dei mercati vede in agenda (per mercoledì 10 aprile) anche un doppio appuntamento con le banche centrali di Europa e Stati Uniti. Mentre la riunione della Bce, convocata per i tassi d'interesse, dovrebbe riservare come unica novità l'annuncio dei dettagli operativi (per la verità molto attesi) sulla nuova tornata di prestiti agevolati alle banche, quella della Federal Reserve è finalizzata alla pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria, dai quali gli investitori sperano di trarre spunti sui futuri trend dei tassi Usa. 

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