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Porti in prigione

Quanto contano i traffici portuali liguri sull'economia della regione e quali sono le conseguenze del crollo del ponte Morandi su trasporti e logistica? Qualche numero

20 Agosto 2018 alle 14:22

Porti in prigione

Il porto di Genova. Foto LaPresse

69 milioni

Le tonnellate di merci movimentate nel 2017 del sistema dei porti di Genova e Savona che sono sotto la governance dell’unica autorità del Sistema portuale del Mar Ligure occidentale. Di queste, 13 milioni di tonnellate sono di traffico ro-ro, ovvero che salgono e scendono dai traghetti. E sono quelle più in difficoltà: per essere conveniente il loro trasporto non devono esserci grandi ritardi, o vincoli orari stringenti, a causa della limitazione di accessi alla rete stradale.

    

51 per cento

La quota di merce finita per import ed export di tutta l’economia italiana che passa dal sistema portuale ligure.

   

4,2 milioni

I passeggeri che ogni anno si imbarcano e sbarcano nei porti di Genova e Savona. I due porti oggi non sono più collegati tra loro con un collegamento autostradale dopo il crollo del viadotto. E’ il settore crocieristico che rischia di essere maggiormente penalizzato. Questa settimana, con il rientro dalle vacanze, ci sarà il picco stagionale con un numero di traghetti in arrivo e partenza doppio rispetto alla media.

   

25 milioni

Stima del numero di mezzi che passavano sul viadotto ogni anno tra auto e camion.

  

2.000

La stima dei passaggi sul viadotto di camion che sono originati da traffici intraportuali, come per esempio il trasporto di container che devono tornare in porto vuoti dopo la consegna delle merci sulla terraferma, secondo le valutazioni di Federagenti, la federazione degli agenti marittimi.

  

20 tonnellate

E’ il peso complessivo di un camion carico. Quando il ponte era stato progettato e costruito, tra il 1963 e il 1967, i container non c’erano ancora. Negli anni successivi fino al crollo del 14 luglio è stato usato per anni con un carico maggiore del previsto. Allo stesso modo non esisteva il porto di Voltri né la A26 cui il ponte si raccordava. Aveva poi una funzione triplice e atipica: era un’arteria che faceva sia da collegamento per la viabilità urbana di Genova, sia per la grande viabilità internazionale costiera, tra Italia, Francia, Italia e Spagna, e infine aveva la funzione di servizio ai traffici portuali come arteria di comunicazione interna tra le parti del porto.

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