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Resurrezione Alstom

L’azienda dei treni francese era l’orgoglio di De Gaulle. Dopo anni di crisi, si salverà con l’alta velocità e con un matrimonio franco-tedesco

13 Agosto 2018 alle 10:33

Resurrezione Alstom

Foto LaPresse

A Belfort, si ricordano ancora con i brividi dello “choc” del 2016. Due anni fa, la chiusura dello storico stabilimento Alstom, che nel 1972 aveva sfornato le prime motrici del Tgv, sembrava imminente nonostante le rassicurazioni del governo. “La vostra attività ha un’importanza strategica per la Francia e dunque sarà difesa”, dichiarò nel maggio 2015 l’allora ministro dell’Economia, Emmanuel Macron. Ma la vendita, a fine dell’anno, della divisione energia agli americani di General Electric (Ge) – divisione che rappresentava i...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha anche scritto un libro, Macron. La rivoluzione liberale francese, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, la cucina emiliana, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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