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I mercati non temono la crisi sulla Brexit ma la sterlina soffre

Appuntamenti e notizie di Borsa. La giornata del 10 luglio 2018 sui mercati 

10 Luglio 2018 alle 11:47

I mercati non temono la crisi sulla Brexit ma la sterlina soffre

Theresa May e Boris Johnson (foto LaPresse)

I mercati non temono la crisi Brexit ma la sterlina soffre. Hanno chiuso tutti in rialzo ieri i mercati europei nonostante la crisi del governo inglese sulla Brexit e lo strascico di timori di una guerra commerciale. Le dichiarazioni di Mario Draghi sul mantenimento dei tassi d’interesse a livelli stabili hanno incoraggiato una certa stabilità. Il Ftse Mib di Piazza Affari è salito dello 0,5% con i titoli Saipem e Prysmian molto positivi. In netto rialzo anche Wall Street che continua a diffondere fiducia (Dow Jones +1,3%) e in salita anche la Borsa di Tokyo. Lo spread tra Bund tedeschi e Btp scende a 238 punti, mentre viene fissato 12,5 miliardi l’importo delle aste di Bot e Btp della settimana. Le tensioni arrivano dai mercati valutari: L’euro si mantiene stabile sul dollaro mentre la sterlina si indebolisce nei confronti della moneta europea sui timori di una Brexit che si possa chiudere in assenza di accordi con l’Unione.

 

L’analisi di Amundi. Il calo dei rendimento dei titoli a reddito fisso (sia in Germania che negli Stati Uniti) è stato provocato dalla fuga degli investitori verso i beni rifugio. “I nostri economisti continuano a prevedere una solida crescita globale – è spiegato nell’analisi settimanale del gruppo di asset management - ma i rischi che pesano su questo scenario sono sempre più numerosi. Gli investitori sono preoccupati (1) dell’impatto di una guerra commerciale sulla crescita, l’inflazione o il tasso di cambio (2) delle tensioni sulle valute dei Paesi emergenti e (3) dell’aumento del rischio politico in Europa.

 

Borse cinesi in rosso temono effetti guerra commerciale. Segno rosso solo per le Borse cinesi che pagano ancora una volta le tensioni sul fronte commerciale con gli Stati Uniti, Il sondaggio fra gli economisti asiatici effettuato dal Japan center for economic research ha rivelato crescenti timori per gli effetti della guerra commerciale tra Usa e Cina. Gli economisti mantengono per ora le previsioni di crescita delle economie regionale per il 2018 e l’anno successivo, ma la gran parte ha rivisto al ribasso le proprie stime sui tassi d’interesse paventando l’indebolimento delle valute di alcuni paesi (Indonesia, Filippine e India) per effetto delle politiche monetarie della Federal Reserve.

 

L’ipo deludente di Xiaomi a Hong Kong. Era attesa come la quotazione miliardaria della Borsa di Hong Kong, ma ha deluso le attese a causa dei timori degli investitori sulla guerra dei dazi che potrebbe danneggiare le vendite. Xiaomi, quinto produttore di smartphone ha fatto il suo debutto ieri al di sotto del prezzo di collocamento che era stato fissato a 17 dollari americani per azione. Durante la fase di collocamento sono state vendute 2,18 miliardi di azioni (1,4 miliardi nuove) per una raccolta che ha raggiunto 4,7 miliardi di dollari, molto meno dei 10 miliardi di cui si parlava a inizio anno.

 

Appuntamenti di oggi: Assemblea annuale Abi oggi a Roma. Partecipano, tra gli altri, Antonio Patuelli, presidente Abi; Ignazio Visco, governatore Banca d'Italia; Giovanni Tria, ministro dell'Economia. A seguire Consiglio e Comitato Esecutivo Abi.

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