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La versione di Vegas su Banca Etruria: "Vidi Boschi ma nessuna pressione"

Oggi l'audizione del presidente della Consob in Commissione d'inchiesta. Il M5s: "La Boschi ha mentito in Parlamento". "Confermo tutto per filo e per segno", replica il sottosegretario

14 Dicembre 2017 alle 18:00

 LaPresse / Roberto Monaldo

LaPresse / Roberto Monaldo

Ci fu un incontro, nel 2014, a Milano, tra l'allora ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi e il presidente della Consob Giuseppe Vegas, durante il quale la Boschi espresse "preoccupazione per l'aggregazione tra Banca Etruria e la Popolare di Vicenza". Un incontro "generico", in cui l'allora ministro si è limitato a "illustrare la situazione" senza esercitare "nessuna pressione". I fatti sono stati ricostruiti oggi, durante l'audizione di circa 4 ore che Vegas ha svolto davanti alla commissione di inchiesta sulle banche. I dubbi di Boschi, avrebbe spiegato il presidente della Consob, riguardavano eventuali problemi che si sarebbero potuti verificare per le aziende che operano sul mercato dell'oro ad Arezzo. "Non sono stato sorpreso o impressionato dal fatto che Boschi volesse parlarmi" – ha detto – "Mi sembra una cosa normalissima che un parlamentare si interessi del suo collegio elettorale". "Non credo – ha aggiunto rispondendo al parlamentare M5s Carlo Sibilia – che sia stato il ministro Boschi a mandare per strada 130.000 persone".

   

Poco dopo l'audizione, su Twitter, Sibilia ha accusato il ministro di aver mentito quando, due anni fa, riferiva all'aula del Parlamento sulla questione Banca Etruria. "Ufficiale: @meb si è occupata di banca Etruria. Più di una volta. Così come appena confermato da Giuseppe Vegas presidente di Consob. Contrariamente a quanto detto al Parlamento il 18 dicembre 2015. Maria Elena Boschi ha mentito al Parlamento condizionando il voto sulla sua sfiducia". 

   

IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DI MARIA ELENA BOSCHI ALLA CAMERA IL 18 DICEMBRE 2015   

  

"Anche oggi ricevo attacchi dalle opposizioni sulla vicenda Banca Etruria", ha scritto Maria Elena Boschi in un post su Facebook. "Confermo per filo e per segno tutto ciò che ho detto in Parlamento due anni fa. Tutto. Chi mi chiede le dimissioni perché avrei mentito in Parlamento deve dirmi in quale punto del resoconto stenografico avrei mentito. E i giornalisti hanno il dovere di indicare il passaggio in cui avrei mentito al Parlamento". Nel post la Boschi spiega di aver incontrato più volte il presidente di Consob, in più sedi, ma senza mai fare pressioni riguardo alla vicenda. "Non è giusto subire aggressioni sul nulla, ma non mi fanno certo paura. E voglio che tutti sappiano la verità. Dopo due anni di strumentalizzazione adesso basta. Ho chiesto a Lilli Gruber di ospitarmi stasera a Otto e Mezzo insieme a Marco Travaglio".

   

   

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    18 Dicembre 2017 - 09:09

    Alcun uomo di governo, alcun dirigente politico, alcun detentore di pubblici poteri che non sia un imbecille (ipotesi da scartare in ogni caso per ovvie ragioni) osa mai fare pressioni all’interlocutore suo pari quando gli rappresenta un suo interessamento generale per una vicenda in corso. Semplicemente manifesta interesse, curiosità, desiderio di conoscenza, finanche preoccupazione. Naturalmente l’interlocutore e’ pienamente consapevole che gli gli sta parlando non e’ la donna delle pulizie, il giornalaio o la cassiera del bar. Non ricordo più dove a Roma abbiano issato l’obelisco dell’ipocrisia.

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