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Perché la ripresa dell'industria può riservare sorprese a fine anno

Migliora l'attività del manifatturiero in Europa, dice Markit. In Italia tocca i massimi dal 2011. E' preludio di un saltello del pil

7 Novembre 2017 alle 06:12

Perché la ripresa dell'industria può riservare sorprese a fine anno

Foto via Pixabay

In assenza di rilevanti appuntamenti macroeconomici fino al 10 novembre, con i dati sulla produzione industriale a settembre, e fino al 14 dello stesso mese, con la stima preliminare Istat del pil nel terzo trimestre, a tenere in tensione gli analisti ci hanno pensato gli indicatori qualitativi di Markit sul settore manifatturiero riguardanti il mese di ottobre. Tali indicatori, infatti, bilanciano i dati più modesti, sia pure sempre in crescita, del settore dei servizi diffusi ieri dallo stesso istituto. Markit ha rilevato una frenata a ottobre per il terziario che ha rallentato anche l’indice composito per Germania, Spagna, Irlanda e Italia. Tutt’altra musica invece prendendo singolarmente l’industria manifatturiera per la quale Markit prospetta un autunno bollente, con dati record a dispetto di ogni preoccupazione su Catalogna, Brexit, rallentamento del Quantitative easing, e incertezze politiche varie.

 

Secondo il Purchasing Manager’s Index (Pmi) di Markit, il settore manifatturiero dell’Eurozona ha iniziato molto positivamente l’ultimo trimestre dell’anno. In ottobre è rimasta elevata la crescita della produzione e dei nuovi ordini, mentre il tasso di creazione occupazionale è accelerato al tasso più alto mai registrato dall’inizio dell’indagine. I valori più elevati del Pmi di ottobre tra i grandi paesi dell’euro sono stati rilevati in Germania e Italia, seguite da Francia e Spagna. Notevole la crescita del manifatturiero anche in Olanda, Austria e Irlanda, mentre in Grecia si stanno osservando dei timidi miglioramenti, con benefici anche per l’occupazione. In Germania il Pmi di Markit è ai massimi da sei anni e mezzo, trainato soprattutto dalle produzioni di beni intermedi e di investimento. Anche in Francia la manifattura è in forte ripresa, dopo un prolungato periodo di debolezza, con una intensa domanda sia interna sia estera. In Spagna in ottobre si è registrata un’impennata della produzione e degli ordini e l’occupazione è ulteriormente accelerata. Le vicende della Catalogna per il momento hanno soltanto determinato una flessione dell’umore degli imprenditori spagnoli, senza impattare sulle attività correnti.

 

Per quanto riguarda l’Italia i dati di ottobre lasciano presagire un autunno brillante e solido. In ottobre Markit ha rilevato una creazione occupazionale nel settore manifatturiero ai massimi da giugno 1997, data di inizio dell’indagine. E’ vero che il campione di imprese seguito dal centro di ricerche londinese riguarda soprattutto grandi e medie aziende e quindi può non cogliere gli elementi di sofferenza che ancora permangono a livello di piccole e microimprese in Italia, le più colpite dalla crisi. Tuttavia, l’indicazione è chiara: chi è uscito vivo e con capacità di investire dalla lunga recessione ha il motore al massimo dei giri. In base al Pmi di Markit in ottobre la produzione manifatturiera italiana si è espansa al tasso maggiore da aprile 2011, trainata dal settore dei beni di investimento e dalla domanda estera, in particolare dalla Germania. I forti incrementi della produzione e dei nuovi ordini, con circa il 43 per cento delle aziende del campione che hanno previsto un aumento della produzione durante i prossimi 12 mesi, hanno favorito l’aumento della forza lavoro. Il livello occupazionale nel manifatturiero coperto dall’indagine ha riportato il trentaquattresimo mese consecutivo di aumento, con l’ultimo mese che ha fatto registrare il tasso più alto in più di venti anni di raccolta dati.

 

D’altra parte, anche il Centro studi Confindustria nella sua ultima indagine rapida ha registrato un ulteriore incremento tendenziale della produzione industriale italiana sia in settembre (più 3,9 per cento a parità di giorni lavorativi rispetto a settembre 2016) sia in ottobre (più 4 per cento). Se questi dati saranno confermati dalle prossime rilevazioni ufficiali dell’Istat risulterebbe che la nostra produzione industriale è in espansione a tassi tendenziali ormai costantemente intorno al 4-5 per cento dallo scorso giugno. Con importanti benefici attesi sulla crescita del pil che potrebbe riservare significative sorprese sia nel terzo sia nel quarto trimestre del 2017.

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