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Cimitero Mediterraneo, l'asse Usa-Giappone e chi è davvero Jovanotti. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

20 Aprile 2015 alle 19:02

Cimitero Mediterraneo, l'asse Usa-Giappone e chi è davvero Jovanotti. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


Inutile bombardare i barconi…il blocco navale…i campi di concentramento in Libia. Tra poco avremo completato una Grande Opera…”

Makkox 


 

 

Mar morto

 

Cimitero Mediterraneo. Cronaca ragionata dell’ennesima giornata di lutti e ipocrisie. Dall’assenza di unità di crisi agli accordi di Dublino, tutti gli ostacoli per una risposta comune dei 28 Paesi: Marco Zatterin mette in fila le vere ragioni della latitanza dell’Europa che prova a reagire organizzando per giovedì un vertice straordinario sull’immigrazione. La Commissione Ue: raddoppiare mezzi e fondi Triton.   

I numeri di un’ecatombe. La tragica timeline sulle morti nel Mediterraneo dal 1988 a oggi e l’infografica interattiva de La Stampa su l’Odissea Mediterranea: le rotte, il traffico di uomini, i naufragi, le porte di accesso, i paesi di origine e destinazione dei migranti.   

Si stava meglio quando si stava peggio. Gian Micalessin racconta come gli islamisti di Fajr Libia, al potere a Tripoli, si finanzino con gli sbarchi e perché l’Europa e l’Italia non vogliono vedere le conseguenze della scellerata guerra per deporre Gheddafi. Fiorenza Sarzanini, invece, svela come potrebbero svolgersi le azioni mirate contro scafisti e trafficanti di morte di cui parla il premier Renzi (sotto ombrello Onu): micro missioni di terra in Libia per controllare spiagge e porti.

Com’è (im)possibile sbarcare di nuovo in Libia. L’emergenza-sbarchi e l’esibizione delle bandiere dello Stato Islamico in alcune città della Libia in preda all’anarchia riattualizzano l’ipotesi di un intervento militare internazionale per stabilizzare il paese e garantire i flussi energetici. Per lo storico americano Walter Russell Mead l’ignavia, la disorganizzazione e la manca di strategia dei leader occidentali sul quadrante nordafricano sono “da non crederci…”

Popoli in marcia. Dai villaggi africani dove restano solo vecchi alle città siriane in macerie. Milioni di persone vivono in viaggio, in cerca di un approdo, per anni. Perché si rischia la vita per venire in Italia nello struggente video racconto di due gemelli siriani.

Pallottole di carta. Anche nella placida (e distante) Inghilterra il dibattito sui migranti morti nel Mediterraneo è diventato ormai bollente. Per il popolarissimo tabloid Sun gli immigrati “sono come scarafaggi”; per il progressista e coscienzioso Guardian sono un problema “tossico”, scansato dai politici che temono di perdere consensi, e di poco interesse per i lettori. Per Carlo Lottieri, infine, non si fermano i clandestini con la semplice militarizzazione delle coste: idee e ipotesi per discutere seriamente del problema, senza invocare l'assistenzialismo né volerli cacciare tutti.

Speranze tech. Federico Guerrini su Forbes spiega come il pattugliamento del Mediterraneo coi droni potrebbe alleviare la tragica mattanza nel canale di Sicilia.

La via americana. Non ci sono ricette facili o semplicemente replicabili. Negli Usa, ad esempio, cercano di rispedire a casa i migranti clandestini su costosi voli charter, solitamente mezzi vuoti… 

 

 

Guerra & Pace

 

La strategia del terrore. Lo Spiegel ha pubblicato “il pezzo” da leggere e rileggere sullo Stato islamico. Il settimanale tedesco è entrato in possesso di documenti riservati che svelano la struttura del Califfato: dietro al paravento del fanatismo religioso, si cela una organizzazione cinicamente e militarmente razionale. 

Revival Saddam. Niall Ferguson segnala questa interessante analisi che smonta la supposta laicità di Saddam Hussein denunciando la forte impronta (ideologica e di uomini) dell’ex rais iracheno nella genesi e sviluppo di Isis. L’articolo del Washington Post che avevamo riportato un paio di settimane fa, costituisce una sorta di prequel.  

Vasto programma. Perché, secondo Foreign Policy, vincere la pace in Iraq e dare un futuro di stabilità a tutta l’area, è molto più complicato e difficile che sconfiggere “semplicemente” Isis.

Segui le armi. Il New York Times racconta come la vendita di armamenti Usa stia alimentando le varie guerre degli e negli stati arabi. 

Uno zar in Medio Oriente. L’Economist prova a spiegare cosa c’è dietro la vendita di armamenti russi agli Ayatollah iraniani e perché, secondo Bloomberg, la prossima guerra di Putin sarà il fronte domestico (crescono i nemici interni e calano economia e popolarità). Anche se Washington considera il presidente russo ben saldo in sella, e si prepara ad un lungo braccio di ferro geopolitico. 

 

 

Personaggi

 

La guerra di Tito… Ai diritti acquisiti e al default italiano. Cosa rivelano le prime settimane del prof Boeri alla guida dell’Inps.

Traghetti speciali. La storia di Regina Catrambone, proprietaria della prima nave privata per il soccorso dei naufraghi.

 

 

Se ne parla oggi

 

Tragedia greca. Business insider racconta come Atene stia sprecando la finestra di tempo per il proprio salvataggio mentre il governo Tsipras raschia il barile confiscando la cassa degli enti locali per trovare fondi. Le prossime mosse di Atene e della (ex) Troika e le differenze tra Grexit, default, fallimento (e vari piani B e C) spiegati bene da Intermarketblog. E poi il Bruegel che prova a calcolare il vantaggio di Atene da una cooperazione energetica con la Russia. Il gas naturale di Mosca potrebbe salvare l’economia greca? Difficile. 

Gigante dai piedi d’argilla. Secondo Quartz il taglio alla riserva obbligatoria non condurrà le banche cinesi ad aumentare i prestiti alle imprese (e a rilanciare la crescita).

I Buddenbrook della Golf. La guerra ai piani alti di Volkswagen - scontro di personalità, potere e strategie - descritta magistralmente da Stefano Cingolani. 

Le elezioni degli altri. Un’utilissima infografica interattiva del Guardian mostra chi è in vantaggio nei sondaggi sulle prossime elezioni inglesi di maggio, collegio per collegio. Ognuno può monitorare in maniera omogenea chi la sta spuntando a casa sua. Intanto Hugo Dixon suggerisce che, in termini di politica economica, le ricette che propongono conservatori e laburisti non sono poi così differenti.

Corsa alla Casa Bianca. Politico Magazine si domanda se il probabile “front runner” repubblicano, Jeb Bush, possa vincere la nomination e diventare presidente Usa nonostante l’eredità di politica estera lasciata dal fratello maggiore W.

Passaggio a Oriente. Il primo ministro Abe annuncia in un’intervista al Wsj che Giappone e Stati Uniti hanno ormai concluso uno storico accordo sul TPP, la grande area di libero scambio trans pacifica. La Cina invece darà vita ad un corridoio economico-commerciale con il Pakistan dal valore di 46 miliardi di dollari. 

Guerre di mercato. Dopo Google, Bruxelles prepara una denuncia antitrust anche contro il gigante russo dell’energia Gazprom.

 

 

Mappa del giorno


Un paese di anziani garantiti e protetti, e di giovani poveri e disoccupati. Questa è l’Italia di oggi. Bingo!


 

  

Italy in a day

 

Il dissenso degli innocenti. Alla stessa stregua del suo predecessore e padre putativo Romano Prodi, Enrico Letta tiene a dire che la politica da lui frequentata fin da ragazzino è ormai roba poco chic, da parvenù, e chi ha orecchio intenda.

Partito democratico d’antan. Fca, Fiom, Pomigliano e relazioni industriali. Dice Pietro Ichino che su Marchionne Letta & Bersani nel 2010 sbagliarono ma oggi non vogliono ammetterlo. 

Paese di (irrimediabili) azzeccagarbugli. Ma quanto è lunga una legge? Ogni giorno in Italia vengono scritte 21 pagine di nuovi provvedimenti normativi. Se tutti insieme (leggi, decreti legge, decreti legislativi e leggi regionali approvati nel 2014) venissero raccolti in un unico libro, il testo complessivo sarebbe composto da oltre 14,2 milioni di caratteri battuti su carta, articolati in migliaia di commi e articoli. 

Povero Silvio. Valori smarriti, nessun erede del capo. Per il 70% degli italiani Forza Italia è e resta senza progetto.

 

 

Argomenti di dibattito

 

Ma Renzi piace ai giovani? Ai suoi esordi il futuro premier era vissuto dagli under 30 come il rappresentante di un modo nuovo di porsi nei confronti della politica, come colui che riusciva a scardinare i vecchi schemi, rottamando la vecchia classe dei dirigenti. Poi qualcosa è svanito…

I pericoli dell’anti terrorismo. Nel garantirci la sicurezza, lo Stato non sembra molto efficiente e, come spesso accade, si immagina che per ovviare alle sue inefficienze non servano che più risorse e più poteri.

Il Vaticano (diviso) di Francesco. L’Atlantic si chiede in una interessante analisi se il pontificato di Papa Bergoglio rischia davvero di spaccare la chiesa cattolica.

Il giorno più bello del mondo. Al giorno d’oggi sposarsi con persone di un diverso censo continua ad essere difficile (ma non è impossibile).

Corda tesa. Leo Mirani mette insieme un po’ di fatti e pensieri interessanti sull’arroganza dei colossi di Silicon Valley e si domanda se non stia per finire la luna di miele con il consumatore globale.

 

 

Cose da sapere

 

Una bomba di università. Secondo Guido Brera e i suoi Diavoli, i prestiti agli studenti per poter frequentare il college, saranno la prossima bolla finanziaria pronta a scoppiare.

Cuore tech. Cos’è e come funziona la tecnologia APIs capace di regalare grandi vantaggi competitivi ad aziende tipo Uber, Airbnb, PayPal, Facebook e Alibaba. 

Il lavoro nobilita l’uomo/1. Alcuni recenti studi accademici dimostrerebbero che lavorare anche nel weekend, e in generale abusare degli straordinari, non aumenta la produttività, anzi.

Il lavoro nobilita l’uomo/2. Una bella carrellata di Forbes spiega quali siano le città dove si crea più occupazione nel settore tech.

 

 

Ossessioni

 

Mi piace (l’auto) grande. Una bellissima infografica interattiva di Bloomberg sulla passione morbosa e irresistibile degli americani per il genere “Trucks”: Pickups, Suv, Crossovers e Minivans. Più consumano galloni di benzina, meglio è.

Esportare il mattone (di lusso). In Giappone è scoppiato il boom delle case creative e personalizzate, fatte su misura. Le vedremo presto in tutto l’occidente?

Un nodo alla gola. Perché, secondo l’antropologo e attivista David Graeber, indossiamo le cravatte e in che modo sono un indicatore di potere. Ah, c’entrano i genitali maschili (via Giorgio Fontana).

 

 

Mettetevi comodi

 

Altri muri. A proposito di migrazioni, il New Yorker racconta che sta cambiando il traffico di esseri umani al confine con il Messico e, in particolare, il business dei rapimenti. Prima i cartelli criminali estorcevano selettivamente le famiglie ricche, oggi possono pescare nell’immenso bacino dell’immigrazione clandestina senza nome.  

L’alba dei robot killer. Aspettiamo i robot da sempre, ma cosa succederà quando i software si fonderanno con la robotica militare? Motherboard ha avuto accesso esclusivo ad Atlas e Escher, due robot umanoidi finanziati dall'Esercito degli Stati Uniti.

Special One (Mourinho). Un Chelsea più artistico, più bello, ma la stessa voglia di vincere. Le idee nuove e quelle vecchie. La protezione dei suoi giocatori. Una lunga intervista al personaggio più divisivo del calcio mondiale.

Ragazzo fortunato. Quattro chiacchiere sui generis (e non scontate) con Lorenzo Jovanotti. Che parla anche del suo lato oscuro.

 

 

C’era una volta


Quindici anni fa i Metallica fecero causa a Napster per violazione del copyright inaugurando il lungo contenzioso (tutt’altro che concluso) tra industria discografica e “file sharing” su Internet.  

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