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di cosa parlare stasera a cena

Dubbi e spunti sui prezzi dei carburanti

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Stasera, proprio a ora di cena, i risultati di un Consiglio dei ministri convocato per misure contro gli aumenti dei prezzi dei carburanti. Un primo tema di cui parlare, ma senza appassionarsi troppo. Probabilmente si attingerà alle stesse scelte di defiscalizzazione usate in occasioni precedenti e a qualche provvedimento specifico per i settori industriali con consumi elettrici più intensi rispetto all’unità di prodotto. Il punto successivo è politico e generale, perché proprio sul crinale della tenuta economica si gioca la possibilità o meno di avere risultati stabili e significativi dalla guerra all’Iran. L’Ue per scelta, probabilmente sbagliata, ha deciso di chiamarsene fuori e quindi di affrontare le conseguenze economiche come si farebbe per qualunque altro evento esterno e un po’ casuale. Usa per le loro ragioni e Israele per altre ragioni hanno scelto, invece, di intervenire e di farlo con visione strategica. L’atteggiamento americano di fronte ai rincari petroliferi è, perciò, diverso da quello europeo. Per quanto sia un problema sentito e per quanto le tv americane martellino sul prezzo del pieno per il cittadino medio con il suo Suv o il suo Van la strategia della Casa Bianca (ed è tutto dice, visto che c’è Trump) resta di lungo periodo e, si potrebbe aggiungere, resta anche radicata nella comprensione di tendenze che hanno a che fare anche con il lungo periodo precedente, cioè con una quota di prezzo del petrolio che da decenni incorpora una specie di assicurazione contro le minacce iraniane. In questa visione sembra logico attendersi che l’intervento americano e israeliano (in questo caso per ragioni strategiche e militari) durerà ancora. E dalla durata dipende anche la possibilità di un vero e stabile riassetto del potere politico e militare in Iran e nei paesi in cui il regime islamista aveva piazzato le sue organizzazioni terroristiche. Una durata di altre settimane (ma si ricordano nei primi giorni accenni a una estensione a settembre) farebbe realisticamente saltare i piani di resistenza debole del regime, anche senza arrivare alla rivolta popolare si avrebbe un indebolimento tale della capacità offensiva da poter permettere la dichiarazione di una autentica vittoria strategica da parte americana e israeliana, con l’Ue a fare da spettatrice, o tifosa, mentre sforna decreti sui carburanti.

 

Il tono dei militari americani.

Domande razionali ma che forse non considerano la visione strategica di lungo periodo.

Il punto è questo.

 

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Ecco perché fermarsi a metà sarebbe doppiamente sbagliato.

 

Fatto#2

Non ci saranno più streghe quando… (cit.).

 

Fatto#3

Boicottaggi alla Biennale, accanto a quello anti-russo (che non scalda i cuori) c’è il classico anti-Israele (che si porta su tutto).

 

Oggi in pillole

  • A proposito, c’è sempre il petrolio del Venezuela
  • L’Ue salva la faccia, e il resto, se resta compatta nel sostegno all’Ucraina. Anche il recalcitrante Sanchez è della partita
  • Paura per la meningite in Uk
  • Paura sulle montagne svizzere
  • Forza Bellucci, ultimo entrato tra gli italiani a Miami
  • Ragazzi e ragazze, imparate davvero a giocare a pallone